Magdalene
12 Dicembre, 2005

Margaret è tenace e leale, ha forti valori e pensa che l’onestà vada perseguita sempre nella vita. Viene violentata da un suo cugino durante una festa.
Rose è fragile, insicura e generosa. Ha appena partorito un bambino splendido al di fuori del matrimonio.
Bernadette è vivace, intraprendente e adora flirtare con i ragazzi. Il suo è solo un gioco di sguardi innocente.
Margaret, Rose e Bernadette non si conoscono. I loro caratteri, come le loro storie personali, sono diverse. Ma a un certo punto le loro vicende si incrociano e finiscono per coincidere, quando vengono obbligate a entrare nell’atroce lavanderia cattolica delle “Magdalene”. Un convento ultra rigido, dove suore disumane hanno il compito di “correggere” le ragazze, di allontanarle dalla tentazione del sesso e di punirle per le loro “incursioni” precoci nell’universo maschile.
Un luogo dove la dignità umana viene calpestata, dove non esiste pietà o solidarietà, dove tantissime fanciulle innocenti vengono ridotte alla schiavitù e alla fame.

La pellicola di Peter Mullan, vincitrice al Festival di Venezia del 2002, lascia esterefatti. Principalmente per la consapevolezza che la sua opera non è il frutto di un’invenzione, ma di una lucida e critica ricostruzione della realtà. Le case irlandesi delle “Magdalene” hanno chiuso i battenti solo nel 1996. Appena 10 anni fa.
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