Vivere senza soldi
12 Dicembre, 2005

Fruscianti e corposi, tintinnanti e metallici, sgualciti o immacolati, appena usciti dalle casse di uno sportello bancario. Soldi. Bramati, occhieggiati, desiderati con ardore ma allo stesso tempo odiati, condannati. Sono loro i veri protagonisti della nostra epoca, passione e rovina della società moderna. Tutte le nostre azioni quotidiane, le nostre aspirazioni, sono misurate in base al denaro: a quanto ne guadagneremo, a quanto ne dovremo spendere, a quanto ne meritavamo, a quanto non ne abbiamo…
Il lavoro che scegliamo o che siamo costretti ad accettare è il mezzo per ottenerlo, l’unico che abbiamo a disposizione. Non c’è altra scelta, se vogliamo sopravvivere. Chi lavorerebbe dalla mattina alla sera, quasi tutti i giorni, per quasi tutta la vita, se in cambio non avesse soldi? Nessuno al mondo. A meno che pazzo da manicomio o santo votato alla sofferenza terrena.
Ad ogni fatica e sacrificio corrisponde una forma di ricompensa. Quando un bambino fa i capricci perché non vuole portare a termine i compiti l’arma che il genitore ha a disposizione per convincerlo è quella di offrirgli un premio. Dopo il dovere il piacere. È matematico. Ma se la nostra forma di ricompensa non fosse il denaro? Se lavorassimo per ottenere qualcosa di diverso, meno effimero e materiale? Mettiamo che non esistesse il tanto agognato cash, che il sistema della compravendita si basasse sulla qualità delle azioni compiute, sulla moralità dimostrata, sul buon operato di ognuno di noi. Chi fa il bravo può aspirare a premi, riconoscimenti e soddisfazioni varie. Chi fa il cattivo no. Punto.
Si tratta di una società ideale, e io me la immagino così: l’attività che facciamo determina la nostra buona o cattiva sorte. Le persone che lavorano in pasticcerie, bar, forni, alimentari, pizzerie e ristoranti che vendono delizie per il palato sono quelle che avranno in cambio dosi di coccole, affetto e amore nella vita. Più riusciranno a produrre cibi sani e gustosi e più la loro esistenza sarà ricca di tenerezza e calore umano. All’opposto coloro che punteranno su prodotti contaminati, carichi di conservanti e coloranti, non sufficientemente controllati igienicamente, guadagneranno solo avidità d’animo, grettezza di sentimenti, freddezza e indifferenza.
Le persone coinvolte in esercizi commerciali legati al divertimento, come scuole di ballo, locali notturni, luna park, sale da gioco ecc. riceveranno come ricompensa una quotidianità fatta di sorrisi, vivacità, risate, lacrime di gioia. Ma se gli stessi si comporteranno in modo irresponsabile, non curando l’affidabilità delle proprie strutture o trascurando la preparazione degli addetti ai lavori quando torneranno a casa vedranno solo sofferenza, tristezza, volti angosciati e martoriati. Il gioco di fare il furbo non varrebbe assolutamente la candela, perché il prezzo da pagare sarebbe la propria esistenza. Gli insegnati, gli educatori e tutti coloro che hanno a che fare con i bambini e la loro formazione conosceranno nella vita persone straordinarie, intelligenti, colte e preparate. Le loro relazioni sociali saranno appaganti, profonde, affascinanti, dense di significato. A meno che non siano maestri svogliati, privi di pazienza e sensibilità, o arroganti e dittatoriali. In questo caso avranno a che fare, al di fuori della sfera scolastica, con gente ignorante, incivile, senza scrupoli. Riceveranno umiliazioni, saranno derisi da individui rozzi e prepotenti, pieni di rabbia e animosità. Le persone che si dedicano all’arte dello scrivere, della grafica, della comunicazione in generale, e lo fanno con passione, dedizione e atteggiamento propositivo, potranno godere dell’ammirazione altrui, saranno lodati, acclamati, adorati. Ma quelli che useranno le parole o le immagini per manipolare gli altri, per diffondere messaggi tendenziosi, per ricattare o diffamare, verranno perseguitati, condannati da tribunali implacabili, guardati con sdegno e odiati dalla massa. Chi si dedica alla vendita dei libri, li cataloga con attenzione e premura, li preserva dal tempo e la polvere, e li custodisce gelosamente, come fossero oggetti preziosi, vivrà nella tolleranza reciproca, nel rispetto, nell’accettazione e integrazione. Viaggerà e conoscerà nuovi mondi e culture, si arricchirà l’anima e il cuore, stringerà amicizie sincere. Chi si preoccuperà solamente di rincarare i prezzi e aumentare le vendite, presenterà fondi di magazzino e scarti come opere d’arte o ingannerà il turista inesperto, finirà in un ghetto, sarà isolato, etichettato come “diverso”, emarginato.
In queste condizioni il lavoro avrebbe una connotazione diversa, sarebbe socialmente utile ed educativo. Si renderebbe di più, si agirebbe con coscienza e umiltà. Il lavoratore cercherebbe di dare il massimo per avere in cambio una vita felice, ricca di amore, serenità e pace interiore. Nessuno ci guadagnerebbe a essere scorretto, perché gli si ritorcerebbe contro giorno dopo giorno, e la sua esistenza diventerebbe un inferno di dolore e desolazione.
Non come adesso, che chi fa più denaro, non importa con quali mezzi e finalità, ha tutti i privilegi e i lussi immaginabili. Non come adesso, che i più onesti e sensibili soccombono ai più corrotti e spregiudicati uomini di potere.
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