Un insolito Babbo Natale
21 Dicembre, 2005
Quando i bambini radunati in piazza lo hanno intravisto da lontano, i loro occhi si sono riempiti di felicità.
Era vecchino, come nelle fiabe, e dallo sguardo gentile, come ogni racconto che si rispetti.
Anche se il periodo natalizio poteva farlo presagire, loro non immaginavano proprio di trovarselo lì davanti! Così sorridente e premuroso, quasi imbarazzato da tutta quell’attenzione.
E quando ha pronunciato parole cariche d’amore e di speranza, tutti i bambini che lo ascoltavano hanno avuto la conferma che Babbo Natale non esiste solo nei sogni! Erà lì, davanti a loro, e i più fortunati potevano addirittura accarezzarlo, ringraziarlo per la sua bontà, fargli qualche domanda.
Non capita a tutti di incontrarlo di persona, questo i bambini presenti all’adunata lo sapevano. Solo pochi hanno la fortuna di conoscerlo e salutarlo.
E se qualche adulto si lasciava scappare un commento o una battuta di spirito, loro reagivano lanciandogli un’occhiataccia eloquente.
Che avevano da ridere? Cosa c’è di buffo in un Babbo Natale con il cappello rosso? Non lo raffigurano tutti sempre così? E perché quel berretto certi lo chiamano “camauro” ?
Non importa se quel Santa Claus che parla a una folla di persone non ha la barba. Se la sarà tagliata! Forse era diventata così lunga da dargli fastidio, o magari Babbo, arrivato nel 2005, ha voluto semplicemente cambiare look.
Ai bambini non interessa che il suo vero nome sia Ratzinger o Benedetto XVI, quello che conta per loro è che Babbo Natale sia sempre presente, che si ricordi di aiutare i più deboli, che abbia sempre parole di conforto e speranza per il mondo intero. E che regali loro sorrisi e una miriade di emozioni.
Come fa il Papa. E anche Babbo Natale.

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