La merda di Piero Manzoni
23 Dicembre, 2005
Qualcuno avrà da obiettare sul fatto che abbia inserito questo post nella categoria Arte. E non posso dare del tutto torto a questi scettici che sono abituati a intendere l’arte come sintesi perfetta di tecnica sopraffina, studio faticoso, genialità, sensibilità.
Le sculture di Canova, i quadri di Botticelli, la musica di Beethoven, questa è arte universale e inconfutabile. La “merda” di Piero Manzoni decisamente no.
Considerare opere d’arte le 90 scatolette di feci che l’artista cremonese ha conservato al naturale e messo all’asta, sembra non solo una provocazione, ma una corbelleria bella e buona.
La domanda che nasce spontanea nella mente di tutti è: perché la sua di “merda” vale migliaia di euro e quella mia (come di qualsiasi altro cristiano sulla faccia della terra) va a finire nel “cesso” punto e basta?
Certo è che Manzoni, durante la sua breve esistenza (1933 - 1963), ne ha avute di pensate originali: dalle linee tracciate su strisce di carta arrotolate, alle uova scultura con le sue impronte digitali, al fiato d’artista, i famosi palloncini contenenti il suo fiato.
Forse quella di rendere le sue scorie un monumento è stata la trovata più bizzarra e azzardata, ma in mente aveva un obiettivo preciso: dimostrare che essere artista significa trasformare tutta la propria vita in arte, anche le proprie feci.
E anche se ci viene spontaneo considerare Manzoni folle e un po’ fuori di testa, non possiamo non riconoscerne l’audacia e la spinta a rivoluzionare i canoni tradizionali dell’arte.
In più ci induce a riflettere, a porci domande, a pensare e soprattutto a capire che nella società in cui viviamo tutto è messo in vendita, commercializzato e reso oggetto di desiderio. Persino la cacca.
In fondo a cosa serve l’arte se non a farci soffermare sulla nostra vita e sui molteplici aspetti della contemporaneità?
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1 Commento Aggiungi il tuo
1. gianfranco brusegan | 25 Gennaio, 2009 alle 17:32
Hai pienamente ragione,è ora di piantarla con queste trovate pubblicitarie alienanti e .demenziali e.sradicarle da quella Sacra arte di quei veri Maestri che solo loro sono e saranno sempre i grandi artisti dove riconosciamo la nostra identità artistica occidentale
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