Natale 2005
26 Dicembre, 2005
Questo Natale, come ogni Natale da oltre 10 anni, l’ho trascorso a casa mia.
Mia madre è la predestinata del 25 dicembre. A lei tocca organizzare il pranzo a base di agnello e patate arrosto. Ormai è diventata una consuetudine a cui non può sfuggire. E non deve nemmeno preoccuparsi di invitare i suoi ospiti, dato che tutti se lo aspettano in anticipo e si tengono liberi per l’occasione.
A volte penso alla rivoluzione che accadrebbe se mia madre si tirasse indietro… aiuto!!!
Chi ci tiene di più a conservare la tradizione del Natale intatta e immutata negli anni è mio padre. E’ lui che preferisce accogliere tra le mura domestiche la spensierata baraonda festiva, piuttosto che fare l’ospite altrove. Mia madre invece lascerebbe volentieri il nido per farsi servire e riverire un po’, tanto per cambiare.
Il pranzo è sempre un successo. I sacrifici e le fatiche di mamma in cucina sono ampiamente ripagati. E’ una bella soddisfazione vedere le bocche che si leccano i baffi e i palati deliziati. L’allegra combriccola riunita, che comprende ben tre generazioni, è universalmente accontentata.
Il momento del banchetto continua a mantenere un carattere “sacro” a casa mia. Nessuno oserebbe mai alzarsi da tavola prima del dovuto, saltare una portata o accelerare i tempi della grande abbuffata. Tutti rimangono seduti composti, di fronte ai loro piatti straripanti e, con il sorriso sulle labbra, alternano morsi voraci a risate e battute di spirito.
E’ dopo la mangiata che le cose cambiano. Ricordo quando, anni fa, si continuava a chiacchierare amabilmente e a godere della compagnia reciproca. Si giocava con entusiasmo, si dialogava con interesse, si rimaneva insieme per ore e ore.
Oggi invece scatta la sindrome da telefonino. Il cellulare assurge a ruolo primario e diventa il protagonista assoluto del pomeriggio. I ragazzi si separano e danno il via alla sequenza interminabile di sms-mms-squilletti- telefonate di auguri. Poi inizia la gara a mostrare l’immagine più simpatica salvata nella Gallery, la sfida alla suoneria più attuale, la ricerca dell’ultimo video scaricato. C’è chi si mette gli auricolari alle orecchie e ascolta la sua compilation di mp3, chi si cimenta in un gioco di strategia, chi ha deciso di impostare nuove e accattivanti funzioni tramite bluetooth, onde radio o wireless.
Tutto d’un tratto l’allegro vociferare del pranzo si trasforma in un battito forsennato di tasti e in uno scambio di osservazioni del tipo “Guarda che figata” oppure “Ce l’hai questo?” o ancora “Questa me l’ha inviata una mia amica“.
E nessuno fa una piega. Tutti sono più che avvezzi a tali dinamiche. Non mi sorprende la domanda di mio cugino ventunenne verso l’ora di cena : “Senti ce l’hai Internet? Dovrei controllare la posta…”. In fondo ha resistito fino a quest’ora…
Non rimango stupita nemmeno quando lo “becco” in camera mia a chattare su MSN! Beh, un salutino ai suoi amici che vuoi che sia…
Non mi meraviglio, però sospiro e mi allontano. Torno in salone e cerco con lo sguardo mia nonna. La trovo seduta su una poltrona, silenziosa, che si guarda intorno spaesata.
Sei nella categoria: Del più e del meno...
2 Commenti Aggiungi il tuo
1. Dav | 27 Dicembre, 2005 alle 12:24
Non ho ben capito se questo tuo blog vuole essere…
blog appunto o dimostrazione/vetrina delle tue capacità linguistico/espressive.
Comunque.. i tempi cambiano, lo hanno sempre fatto.
Le vie di fuga sono due:
- rassegnati e stop
- adeguati e vai avanti
Auguri
2. Laura | 29 Dicembre, 2005 alle 14:53
Che bella tavolata hai descritto! Chissà perché ce l’ho perfettamente in testa… Forse perché quel giorno c’ero anch’io? Mi riferisco al pomeriggio, ovviamente.
Come sai, per me è stata una giornata tristissima, piovosa, buia, nebbiosa… e soprattutto piena di malinconia…
Non dimenticherò mai quei momenti, quei messaggi tanto inaspettati quanto dolorosi che rimarranno incisi per sempre nel mio cuore.
La cosa più bella? Aver trascorso quel pomeriggio insieme a te e alla tua bella famiglia! Grazie!
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