Archivio Dicembre 27, 2005

Memorie di una geisha

La piccola Chiyo ha solo 9 anni quando i genitori la vendono. Il suo destino non è quello di lavorare in un villaggio di pescatori come la sua famiglia, ma di diventare una geisha.
Il suo ingresso nell’okiya (la casa di geishe a lei assegnata) è traumatico.
Non solo è costretta a lavorare duramente tutti i giorni, ma deve subire le angherie della perfida Hatsumomo.
Chiyo non comprende quel mondo, si ribella, cerca la fuga in diverse
occasioni. Solo l’incontro fortuito con un uomo affascinante e generoso, il “direttore commerciale”, riesce a farle cambiare idea e atteggiamento. Da quell’istante in poi, il suo unico obiettivo sarà quello di studiare con dedizione e passione per trasformarsi in una splendida geisha. In cuor suo spera un giorno di conquistare il cuore di quell’uomo elegante e misterioso, che senza nemmeno rendersene conto l’ha presa per mano indicandole la via della felicità.

Con il passare degli anni Chiyo diventa Sayuri, la geisha più desiderata
dell’hanamachi, quella con più grazia e talento. La sua formidabile ascesa è però irrimediabilmente frenata dallo scoppio della guerra. Tutto muta irreversibilmente: il paesaggio e le persone. Le case delle geishe vengono distrutte, le ragazze e le loro protettrici sono costrette a fuggire e a cambiare radicalmente vita. Così fa anche Chiyo.

La pellicola di Rob Marshall, tratta dal romanzo best seller di Arthur
Golden “Memoirs of a Geisha” ha tanti pregi, ma anche qualche pecca.
Tra le qualità c’è sicuramente quella di aver raggruppato un cast di ottimo
livello, di aver fatto rivivere le affascinanti atmosfere e le magiche
suggestioni che circondano le geishe. La fotografia, i paesaggi
naturalistici e la scenografia tolgono il fiato, così come i costumi,
preziosi e seducenti.
I punti deboli del film sono dovuti alla mancanza di approfondimento e alla superficialità di alcuni momenti cruciali: la gavetta da schiava di Chiyo, la sua “prima volta” da geisha, lo scoppio della guerra, il suo bruciante conflitto interiore. La trama sembra eccessivamente banalizzata, soprattutto nel finale.

Ma nel complesso il film mi è piaciuto. In modo diverso dal libro, che ho letto tutto d’un fiato un anno fa a Canterbury.
La meravigliosa immagine di Sayuri in bilico su sandali spaventosamente alti, mentre volteggia a ritmo di musica durante il suo debutto da geisha, è una di quelle che trafiggono il cuore e regalano emozioni difficili da dimenticare.

3 commenti Dicembre 27, 2005


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