Archivio Gennaio 1, 2006

Broken Flowers

Jim Jarmusch fa nascere un sacco di domande nella mente dello spettatore, ma non fornisce nessuna risposta. Sta a noi trovarla, interpretarla negli sguardi del protagonista, supporla dai suoi silenzi.

Ci piacerebbe conoscere il figlio misterioso, sapere per certo chi è la madre, vedere come si comporterà il neo-papà. Ma questo non è un film che dà spiegazioni, semmai apre il campo alle ipotesi e alle possibilità.

Don Johnston è uno scapolo attempato che ama la solitudine, la buona musica e la tranquillità. E’ silenzioso, riflessivo, diffidente.

Quando una sua ex compagna gli scrive una lettera anonima per informarlo che ha un figlio di diciannove anni desideroso di conoscerlo, la sua espressione rimane impassibile, compassata, placida.
Sarà il suo amico e vicino di casa Winston, detective per diletto, a spronarlo ad andare a fondo sulla vicenda e a convincerlo a mettersi in viaggio alla ricerca della madre di suo figlio.

Con un mazzo di fiori Don si presenterà alla porta delle donne del suo passato, per raccogliere quante più prove possibili. Ma non ne troverà nessuna. Solo indizi sommari e dettagli fuorvianti.

Ciò che invece gli si presenterà davanti agli occhi sarà la consapevolezza di come le persone cambiano, si trasformano, diventano altro.

Jarmusch lancia moltissimi spunti interessanti (le contraddizioni della natura umana, la sua insofferenza, la spinta a cercare la verità nei posti e nei modi più impensati), ma il più delle volte rimangono in superficie, sospesi nei silenzi prolungati del protagonista, nella ripetività di azioni e dialoghi.
Il suo è un racconto di vita reale. E come la vita reale è fatto di momenti statici, di gesti accennati, di parole non dette. Ma anche di scatti inaspettati: la corsa finale di Murray all’inseguimento del ragazzo che spera essere suo figlio ne è l’esempio più eclatante.

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Aiuto… arriva il conguaglio

Prima di addentrarmi nel nocciolo della questione è necessaria una premessa. La mia esperienza da dipendente a contratto a tempo indeterminato è praticamente irrisoria. Chiedo venia ai miei “colleghi” più anziani che troveranno banale ciò che sto per dire.

Le voci sono cominciate a circolare a metà dicembre, poco prima della consegna della tanto attesa tredicesima. Quasi a volerci far tornare coi piedi per terra e a ridimensionare i nostri sogni di gloria.

La notizia si è insinuata tra le chiacchiere d’ufficio in modo generico, indistinto, sotto forma di pettegolezzo: Hai saputo che a gennaio gli stipendi saranno ridotti? - Sì è vero, non ci si può far niente… - Lo ha detto l’amministratrice alla responsabile dell’ufficio marketing…
Sembrava una burla, una provocazione priva di fondamento.

Poi sono trapelati dettagli tecnici dubbi e poco credibili: Devono ‘congruare’ le retribuzioni. Lo fanno tutti gli anni!
E noi, confuse e scettiche a domandarci che cosa diavolo significasse…

Alla fine la “tegola” è arrivata, con tanto di spiegazione ufficiale: Si tratta del conguaglio fiscale, l’azienda deve versare le tasse mancanti o eccedenti rispetto al dovuto.
Detta così è suonata molto attendibile e tutte abbiamo intuito che non si trattava di una buona nuova.

Aivoglia a spiegarci che potremmo ritrovarci un aumento in busta paga, che non è detto che lo stipendio sarà inferiore e che la decurtazione, se ci sarà, sarà minima.
Quando mai si è sentito dire che lo stato dà anziché togliere?

Per saperne di più ho chiesto lumi a mio fratello, dipendente da circa dieci anni. La sua risposta è stata tutt’altro che rassicurante: Mah, in genere ti tolgono metà dello stipendio, a un mio collega addirittura due terzi quest’anno.
Ecco la cruda realtà spiattellata in faccia senza mezze misure.

Domani rientrerò in ufficio dopo i bagordi di Capodanno e proporrò un toto scommesse sui generis. Sono ancora indecisa sul titolo da dargli: “Chi sarà vittima del conguaglio?” oppure “Quale sarà il dipendente più bersagliato?” o ancora “Chi dovrà ricorrere a un prestito bancario per sbarcare il lunario il prossimo mese?”.

Povera illusa io che pensavo ai saldi…

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