Incontri serali
9 Gennaio, 2006
Ieri sera, verso le nove e trenta, ero al volante della mia macchina, diretta a casa.
Sono abituata a muovermi in auto da sola, a rientrare anche tardi; mi rilassa guidare senza l’angoscia del traffico e del caos diurno. Ma non dimentico mai di bloccare le portiere dall’interno, di nascondere la borsa sotto il sedile, di tenere il cellulare (carico) a portata di mano e di evitare di accostarmi troppo alle altre macchine quando incontro semafori rossi.
Paranoica? Forse, ma con tutto quello che si sente in giro preferisco prendere le mie piccole precauzioni.
Finora, è da quasi 10 anni che ho la patente, non mi è mai capitato nulla di strano (a parte un Capodanno di tre anni fa, quando un tizio ubriaco si era piazzato in mezzo alla strada e aveva deciso di avventarsi sulle auto che passavano, compresa la mia).
Anche ieri, in realtà, non è accaduto niente di eclatante, ma qualcosa, o meglio, qualcuno, mi ha indotto a riflettere.
Dal ciglio della strada è apparso un uomo di mezz’età, quasi sicuramente extracomunitario, che sventolava un cartone e teneva il pollice alzato, in segno di autostop. La sua richiesta era urlata, vistosa, per nulla mascherata. Si dimenava, sollevava le braccia con enfasi, cercava di attrarre l’attenzione in modo appariscente.

Senza pensarci due volte ho spinto il piede sull’acceleratore e l’ho superato. Come me hanno fatto le auto che mi precedevano e quelle che mi seguivano.
Non mi sarei fermata per nulla al mondo, ne sono sicura. A meno che, forse, a chiedere l’autostop fosse stata una donna.
Non c’è stata indifferenza nel mio gesto, nemmeno freddezza, solo paura.
La società in cui viviamo ci costringe a stare allerta, a guardarci continuamente alle spalle, a non fidarci degli sconosciuti, tanto più se di sesso opposto e di nazionalità diversa dalla nostra.
Non mi sento in colpa, ma ho il cuore pieno di tristezza. Per la consapevolezza che non ci potrà mai essere solidarietà, comprensione e aiuto reciproco finché ci sarà timore, sospetto e sfiducia.
Voi che avreste fatto?
Sei nella categoria: Del più e del meno...
3 Commenti Aggiungi il tuo
1. fabio | 9 Gennaio, 2006 alle 22:49
io avrei tirato dritto, magari avrei segnalato ai carabinieri che c’era una persona nell strada tal dei tali che necessitava di aiuto.
2. Maria | 10 Gennaio, 2006 alle 22:04
Mi sarei comportata alla stessa tua maniera. Avrei “tirato dritto”, persino accelerando leggermente. Apparentemente questo gesto può sembrare egoismo, ma nella realtà è solo prodotto di una paura che ultimamente purtroppo viene alimentata…
3. giovanni | 12 Gennaio, 2006 alle 12:57
Avrei fatto esattamente la stessa cosa magari segnalando il fatto ai caramba o alla polizia….sembremo tutti estremamente cinici ma già si vive in un mondo in cui non ci si può più fidare di nessuno, figuriamoci se è possibile caricarsi uno sconosciuto in macchina in piena notte….nessun rimorso ragazzi!!!!!
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