L’altra faccia di Bill Gates
Ossia quella meno conosciuta, che non parla dell’impero Microsoft, della rivoluzione nel campo dell’informatica da lui apportata, dell’industria miliardaria che ha messo su.
L’altra faccia, meno extraterrestre e più umana. Quella che gli fa dormire sonni tranquilli la notte, che gli rinvigorisce lo spirito e che inorgoglisce immensamente sua moglie Melinda.
Questa faccia ha un nome, anzi due, per la precisione. Si chiama “Bill & Melinda Gates Foundation” e, grazie ai suoi investimenti, ha già contribuito, dopo appena sei anni, a salvare almeno 700 mila vite nei Paesi poveri.

Bill e consorte ci si sono buttati anima e corpo, mettendo in gioco un terzo del loro patrimonio e cercando di smuovere quante più coscienze possibili.
Il loro obiettivo è indurre anche gli altri potenti del pianeta a fare la loro parte, a mettersi le mani in tasca e partecipare a una causa infinitamente giusta e importante.
Perché le emergenze sanitarie del Terzo mondo non si contano, crescono a dismisura, sterminano migliaia di persone innocenti, lacerano esistenze e speranze.
Quando Bill e Melinda viaggiano, ultimamente, si dirigono in baraccopoli, abitazioni di fortuna, capanne, ospedali. Visitano l’India, l’Africa, il Bangladesh, per incontrare donne malate, bambini sofferenti, uomini allo stremo delle forze. Vogliono conoscere le loro storie, infondere un po’ di coraggio e soprattutto dare qualche consiglio pratico: come rispettare le più basilari norme igieniche, abituarsi a usare il preservativo, imparare a riconoscere e curare le malattie più comuni ecc.. I coniugi Gates hanno bisogno di toccare con mano, di entrare in contatto con gli ultimi della terra. Loro che invece sono i primi.
Non è scontato che un ultramilionario lo faccia . Non tutti i super ricchi lo fanno o hanno mai pensato di farlo. Alcuni, forse la maggior parte, non guardano oltre la punta del loro naso.
Anticipo quello che la maggioranza di voi starà pensando: “E’ una mossa studiata, per farsi bella pubblicità, per vendere ai media un’immagine di sé da gran benefattore, da imprenditore generoso e caritatevole“. Forse. Ma in ogni caso tira fuori un sacco di quattrini.
E fare pubblicità a certe cause, dar loro visibilià, parlarne ad alta voce, è ammirabile. Punto e basta.
Aggiungi un commento Gennaio 12, 2006