L’altra faccia di Bill Gates L’enfant

Negramaro live

15 Gennaio, 2006

Qualche mese fa, insieme con un mio collega della redazione, ho intervistato Andrea Mariano, il tastierista dei Negramaro. Per telefono era sembrato estremamente posato, riflessivo, asciutto. Noi lì a “stuzzicarlo” con domande personali, taglienti, e lui che manteneva un atteggiamento del tutto professionale, misurato. Un ragazzo educato e conciso, non proprio l’interlocutore ideale per i giornalisti voraci e a caccia d scoop.

Quando l’ho visto scatenarsi e dimensarsi sul palco venerdì scorso, durante il concerto che i Negramaro hanno tenuto a Roma, sono rimasta di sasso. Non avrei mai immaginato una tale trasformazione. Quanto al telefono risultava calmo e composto, tanto sullo stage è apparso esuberante e su di giri. E non era certo l’unico, tutta la band ha mostrato carisma, temperamento e una passione straripante.
Dagli spalti si avvertiva in pieno la loro grinta esplosiva, l’adrenalina dirompente che arrivava fin sopra l’anello più alto del palazzetto.
I Negramaro riescono ad emozionare a 360°, con note, strofe, movenze, espressioni.
Sono giovani, ma hanno tanto da dire. Peccato che molte delle loro parole siano rimaste inascoltate per colpa di un’acustica totalmente inadeguata. La splendida voce del frontman, Giuliano Sangiorgi, risultava ovattata, sovrastata dalla musica; i suoi commenti indecifrabili, i testi delle canzoni difficilmente comprensibili. Chi conosceva a memoria il repertorio del gruppo ha potuto tirare a indovinare, ma chi era meno ferrato si è dovuto accontentare della sua immaginazione.

Possibile che il Palalottomatica sia l’unica struttura romana, di grandi dimensioni, adibita ai concerti? La sua funzione primaria è quella di palazzetto sportivo, la sua architettura non è studiata per esaltare i suoni, la sua natura non rende giustizia alla bellezza della musica, agli artisti, e soprattutto al pubblico pagante.
Non mi stupisce che i grandi cantanti internazionali scelgano altre location per esibirsi, vedi Milano e Firenze.

A noi romani non resta che aspettare la bella stagione per goderci le esibizioni live all’aperto, nelle grandi piazze o negli stadi. Tutta un’altra storia lì.

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2 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. myke  |  17 Gennaio, 2006 alle 10:12

    diciamo che io li ho visti quest’ estate a arezzo wave, e sinceramente cert melismi sui ‘diesis’ e sui ‘bemolli’ da parte di sangiorgi sono eccessivi, inoltre la scena italiana non può avere loro come punto di riferimento

  • 2. Francesca  |  17 Gennaio, 2006 alle 18:03

    E’ vero che Giuliano ci marcia con i “cinguettii”, ma lo trovo che lo caratterizzino differenziandolo dagli altri.

    Non sono punti di riferimento, diamo loro il tempo di crescere!

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