Archivio Gennaio 18, 2006

Da vedere…

La domanda è: “Qual è il tuo sogno nel cassetto?“. Diretta, concisa, immediata come lo sparo di un proiettile.

La risposta deve essere una sola, la più sincera possibile.

Avanti, le opzioni tra cui scegliere sono infinite: se siete tipi materialisti “Diventare ricco!” o “Fare carriera!” calzeranno a pennello, se invece avete l’indole romantica “Trovare l’amore della mia vita”, e “Sposarmi e costruire una famiglia” vi si addirà perfettamente.
Chi ha l’anima idealista può provare con “Vivere in un mondo senza guerre” o, ancora più altisonante “Che gli ultimi diventino i primi”.

Ma sono certa che la maggioranza di voi in mente ha una risposta differente. La verità è che non può confessarla, perché non si tratta di un desiderio di cui andar fieri… “Diventare famoso, essere riconosciuto per strada, finire sotto la luce dei riflettori, attirare l’attenzione”.
Una pura esigenza di vanità, narcisismo, esibizionismo all’ennesima potenza.

Niente è più gratificante, per certe persone, che ottenere il plauso della gente, il consenso generale, la riconoscibilità.

Chuck Lamb è una di queste. Quarantasette anni, programmatore informatico dell’Ohio, sposato con 6 figli, ha un chiodo martellante in testa: diventare qualcuno, essere notato, lasciare un segno indelebile nella storia.
La sua è più che una speranza, è un’esigenza, una necessità primaria da soddisfare e, pur di riuscirci, è disposto a servirsi di qualunque mezzo a sua disposizione.
E il “mezzo”che ha scelto, è esattamente quello che sto usando io in questo momento, insieme a migliaia di altre persone in tutto il mondo: il blog. Per l’esattezza questo blog: www.deadbodyguy.com

Chi di voi mastica l’inglese avrà già intuito dalla scelta del nome che Mister Lamb non si dedica all’uncinetto o al ricamo, ma ad una materia più fosca e cupa, che ha a che fare con la morte. La sua morte.
Il suo sito non è altro che una carrellata di foto macabre, che lo ritraggono in pose da morto: caduto dalla rampa delle scale, schiacciato sotto la serranda del garage, elettrizzato dentro la vasca da bagno ecc… Tutte scene di decesso casalingo, insolite ma non completamente inverosimili. Un po’ come nel film “Final Destination”, quando la morte si abbatteva sui protagonisti nelle situazioni e nei momenti più impensabili.
Con la collaborazione della moglie, trasformatasi in fotografa e coreografa per l’occasione, Lamb ha deciso di proporre al mondo la sua immagine da morto, dato che quella da vivo non gli aveva portato granché fortuna.

Gli scatti hanno un sapore surreale, tragicomico nella maggioranza dei casi, ma hanno destato un vivo interesse. Da quando, il 5 dicembre, sono stati diffusi su Internet, la sua “faccia cadaverica” ha cominciato a rimanere impressa nella mente di molti. E il suo sogno nel cassetto si è avverato. Il sito ha ricevuto 300.000 visite nelle prime tre settimane. Nel giro di due ore, 2.000 contatti solo dalla Spagna. Poi sono venuti gli articoli sui quotidiani, le apparizioni alle TV, le partecipazioni alle trasmissioni radiofoniche e persino i premi.

Il modo che ha scelto per farsi pubblicità non ha precedenti e se da un lato lascia perplessi e fa storcere il naso, dall’altro genera stupore e meraviglia. Non si può negare che sia originale e divertente.

Chuck Lamb non ha mai nascosto quale fosse il suo intento, ha lanciato chiaro e forte il suo appello: “Guardatemi, vi prego, non staccatemi gli occhi di dosso, non vi pare che abbia una bella cera?”.

Molto più apprezzabile lui delle tante Lecciso in circolazione…

3 commenti Gennaio 18, 2006


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