Tre mesi e mezzo
22 Gennaio, 2006
Non avevo idea di come fosse un essere umano a soli tre mesi e mezzo di vita. Non mi rifersco a tre mesi e mezzo dalla nascita, ma a tre mesi e mezzo dal concepimento.
Devo ringraziare Loredana, la moglie di mio fratello, che ieri mi ha fatto entrare nella sua pancia di donna incinta. E’ stata una scoperta meravigliosa, toccante.
Nello schermo della mia tivù, in salone, è comparso il suo piccolino, lungo appena dieci cm e con un testone ingombrante.
Insieme a lui, al suo esile scheletro avvolto nella calda e morbida placenta, la voce del ginecologo che indicava dove guardare per distinguerne i piedini, le braccia, la schiena.

Non si stava fermo un attimo, mio nipote. Forse aveva capito di essere ripreso e, con un pizzico di vanità, ha pensato bene di mettersi in mostra. Giù con la testa e su con le braccia, poi la pancia in fuori e i pugni contratti. E ancora, i piedi puntati in basso, e la schiena alla telecamera. Non proprio il massimo del galateo.
Intanto che assistevo a questo formidabile one-baby show, mio padre, futuro nonno, anche lui di fronte allo schermo, sembrava in estasi, e ripeteva: “Incredibile… Non mi sembra possibile. Incredibile…”
Come dargli torto? Quel piccolino nuota nel ventre materno da poche settimane e già si dibatte, scuote la testa, fa mosse buffe. Se ne sta rannicchiato, ma non riesce proprio a rimanere fermo, deve dire la sua, con veemenza. Loredana se n’è accorta.
La sera soprattutto, dice, sente un solletico nella pancia, di lato, in basso. Allora con la mano si accarezza, proprio in quel punto, con dolcezza e il lieve formicolio si attenua, fino a sparire. Il suo bambino aveva solo bisogno di qualche coccola.
Mio fratello si accalora davanti alle immagini di suo figlio. Guarda qui - mi allerta - queste sono le orecchie! Tra poco si vedrà anche che è un maschietto!
Sono felice per loro, lo desideravano.
Poi passiamo alla sequenza in 3d.
Che impressione! Si scorge la sua pelle liscia, rosa, candida, ma il corpicino non ha una forma completamente definita.
Se fosse già bello che fatto allora non starebbe lì dentro per nove mesi! I ragionamenti di mia madre non fanno mai una piega.
Com’è delicato e fragile. Già so che, per tutta la vita, cercherò di proteggerlo, di tenerlo al sicuro. Io, insieme ai suoi genitori e ai suoi nonni, saremo il suo abbraccio caldo, la sua culla confortevole.
Benvenuto piccolino.
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6 Commenti Aggiungi il tuo
1. Cristina | 23 Gennaio, 2006 alle 12:39
C’è una fascinazione ancestrale in quei girini placentarii, tanto bruttini quanto combattivi. Che va oltre il senso di protezione e tenerezza che noi adulti - sorelle, genitori, zii - proviamo. Ciò che colpisce è il furioso, inarrestabile, primitivo ciclo della vita. E’ uno squarcio, un varco sul senso, o non-senso, dell’esistenza. Una nuova vita ci ricorda ciò che siamo, corpuscoli nell’universo, miracolati del caso. E abbiamo bisogno di dimostrarlo a noi stessi e al mondo, ogni giorno, da subito. Ti ricordi Lucrezio? Al momento della nascita il pianto del neonato è il suo modo di gridare al mondo la propria presenza viva. Auguri di cuore, zia blonde!
2. Laura | 23 Gennaio, 2006 alle 14:49
“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio”. Così inizia il Vangelo di Giovanni: mai parole furono più incisive e profonde per spiegare l’origine dell’”Origine”, il mistero che da sempre avvolge l’uomo e che nessuno di noi può ignorare. La derivazione dell’universo, la creazione del mondo, la vita dell’essere umano, chi siamo, da dove veniamo… Interrogativi inevitabili, ai quali solitamente non sappiamo dare una risposta, o su cui preferiamo non soffermarci perché consci che mai avranno un riscontro certo. Troppo spesso siamo presi dalla quotidianità e non ci rendiamo conto che uno dei misteri più sorprendenti è proprio quello della vita: e di fronte ad un corpicino minuscolo, che palpita, venuto chissà come, non possiamo negare che un alito divino possa essersi posato su di lui. Auguri piccolo, che tu possa godere appieno della meravigliosa esperienza della Vita.
3. Stè | 24 Gennaio, 2006 alle 15:27
Mai un minuto di tempo per stare davanti al monitor del pc a farmi i cavoli miei, così, mi sono persa un bel pò del tuo blog, dei tuoi pensieri e delle notizie filtrate dalle tue parole. Un poco al giorno recupererò, parola di giovane marmotta… Nel frattempo oltre che alla mia amichetta Frà, un abbraccio grande lo voglio lasciare anche all’esserino di cui ho appena visto la foto, inpotizzante direi, si, userei esattamente questo come aggettivo per decrivere l’effetto che provoca una visione del genere, lo guardi e non riesci a distogliere gli occhi, poi dici che la vita non è magia…
4. irene | 2 Marzo, 2006 alle 22:59
Ciao Francy
sono entrata una sola volta nel tuo blog carinissimo ma poi il tempo è veramente poco e quindi non l’ho più fatto… sarà un’oretta che leggo i tuoi articoli con un piacere immenso, si capisce che bella persona sei diventata… e all’improvviso inaspettato questo sul tuo nipotino in arrivo… mi ha emozionato leggerlo ci credi? un bacio Irene
5. Francesca | 4 Marzo, 2006 alle 00:16
Riesce a emozionare da lì dentro, figurati quando sarà qui fuori, insieme a noi. Cullarlo e poter odorare la sua pelle profumata sarà indescrivibile…
Grazie delle belle parole e benvenuta!
Spero di incontrarti spesso da queste parti.
6. irene | 4 Marzo, 2006 alle 15:20
anche stamattina mi sono fatta un giretto dalle tue parti per inoltrare il collegamento a Valeria…spero non ti dispiaccia… immagino di no!
bacio
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