Donna di mezz’età
28 Gennaio, 2006

Bionda ossigenata, trucco appariscente, top attillato e un sorriso sornione stampato sul viso. Avrà 55 anni, o giù di lì, si capisce dalle linee che le solcano il collo e dalla pelle che le traballa sotto le braccia. Quando le muove, con gesti aperti e vigorosi, niente rimane al suo posto.
Il suo colore prediletto è il bianco, lo indossa sempre, o almeno quando la incontro io, il sabato mattina. Una semplice maglia nera, dalla linea morbida, non produrrebbe lo stesso risultato. Il bianco è propizio, perché lascia intravedere le forme e l’intimo di sotto, strizzatissimo.
Cammina a testa alta, fa passi brevi, baldanzosi. Saluta tutti, è socievole e spensierata. Lei, non io che la osservo sdegnata, mentre corro sul tapis roulant. Lo specchio che ho di fronte mi permette di avere la visuale completa della sala. E’ impossibile non notare le trasparenze ostentate della sua maglietta.
Da donna, mi imbarazza. Mi fa vergognare.
Guardo gli uomini che conversano con lei e cerco di entrare nella loro testa. Cosa staranno pensando? Mi chiedo. La ritengono volgare, sconcia, di cattivo gusto? O il contrario? Che la considerino sexy e attraente? Non voglio crederci.
Mi rivolgo con lo sguardo a lei, un’altra volta, e dalla maglietta bianca le spunta fuori un seno, rifatto. Lei non se ne cura, volutamente indifferente.
Per un istante provo a immaginarla con un colore di capelli meno vistoso e innaturale, con un make-up delicato, un abbigliamento più composto. Sarebbe una donna affascinante, senza dubbio. Ci guadagnerebbe in eleganza e classe.
Ma non se ne rende conto, questa barbie in pensione.
Quando una donna va avanti con l’età il suo fisico subisce una trasformazione inesorabile e imprescindibile. Ma in certi casi anche il cervello si deteriora. Perde un po’ della sua lucidità, un po’ del suo buonsenso.
C’è da sperare che con l’ingresso nella senilità vera e propria, allo scoccare dei settanta, quando la condizione di nonna lo impone, le rotelle fuori posto comincino a ripercorrere la retta via e a posizionarsi nei giusti ingranaggi.
(scritto da casa di mio fratello)
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1. LuKa | 30 Gennaio, 2006 alle 00:54
lungi da me voler fare riferimenti letterari che non appartengono alla mia modesta e pigra cultura, però la tua storia mi ha riportato alla mente un esempio che il mio sapiente professore di lettere del liceo poneva alla classe per descrivere il “sentimento del contrario”, che sta alla base della teoria umoristica di pirandello.
nell’esempio c’era una donna, di mezza età, agghindata di tutto punto con vestiario e trucco sgargiante ed appariscente: una scena che crea immediata ilarità. una visione avventata si ferma qui.
una visione approfondita mostra come ciò che ci fa ridere è l’insieme di particolari lontani, o, addirittura, opposti, alla visione comune che ognuno ha.
la visione comune dell’esempio è quella di trovarsi di fronte una donna elegante, ben vestita ed ordinata, mentre quella che passa sotto i nostri occhi è tutto il contrario. nella stessa situazione l’umorismo è spunto di riflessione, poichè spinge l’osservatore a ragionare sulle cause che spingono quella donna a mostrarsi così: e così ci si può scontrare con una situazione famigliare debole o con una con una condizione psicologica instabile. fattori che hanno come reazione proprio la scelta, a volte inconscia, di volersi mettere in mostra in qualche modo, spesso eccessivo.
l’episodio da te citato non ha diretti collegamenti con la teoria umoristica, perchè tu stessa non ti sei messa a ridere, ma, al contrario, sei rimasta stupita ed imbarazzata dalla situazione. il nesso, però, rimane sul fatto che, quella signora sui 50, si comporta ed atteggia in quel modo specifico forse perchè sente di dover fuggire da un’insoddisfazione alla quale non riesce a porvi rimedio se non ritoccando il suo corpo.
scusa per il commento-fiume…
ciao!
LuKa
2. pia | 13 Marzo, 2006 alle 00:52
cara francesca, ho letto il tuo blog ed il commento di luka. E’ passato molto tempo da quando lo hai scritto, ma forse hai un sistema che ti avvisa quando ti arrivano dei commenti, e non mi pare siano molti. Già, perchè siete in tanti, della vostra età, a scrivere blog e la concorrenza è feroce. Peccato, perchè tu sei garbata e meriteresti maggiore attenzione.
Mi ha portato qui Melog, Gianluca Nicoletti, che ha risposto al tuo post sulla sua trasmissione.
Ma il mio commento vuole dirti dell’altro: Ho esattamente 70 anni, sono nonna, ed esercito volentieri questo compito, quando gli “impegni” delle mie nipotine lo consentono (sic). Non vado in palestra, è vero, per cui non corro sui rulli come te e la signora di mezza età. Ma vado due volte la settimana in piscina, 36 vasche per volta. E frequento l’Università, quella normale, non quella della terza età, come uditrice. Ho i miei capelli bianchi, corti per via della piscina, e me ne vado vestita sobriamente in pantaloni e giacconi o simili. come vedi me la cavo con internet e accessori.
Qualcosa mi balla, sì, sotto le braccia e altrove. Qualcosa si va spegnendo, nel cervello, sì; magari domani avrò dimenticato il tuo nome o il motivo per cui ti ho scritto, Ma esisto, e sono più vitale di tanti tuoi coetanei e coetanee. Attenta, carissima, a non cadere negli stereotipi. Ciao! Nonna Pia
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