Archivio Gennaio, 2006

Parole sagge

Quando diventi un monumento,
i piccioni ti cagano sopra
.
-Fabrizio De André-

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Quaderno

Nuovo anno, nuova pagina, candida,
da iniziare.
“Che bello il bianco foglio nella mano
luccica il pennino
cominciamo”
.
- Vivian Lamarque-

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I minatori del West Virginia? Sono vivi. Anzi no, morti.

Immaginate di essere genitori. Se già lo siete il vostro compito sarà più facile. Immaginate anche che vostro figlio sia uscito questa mattina da casa per andare a lavorare in miniera, come fa del resto tutti i giorni. Immaginate poi di ricevere una telefonata nel bel mezzo del pomeriggio che suona pressappoco così: “C’è stato un incidente in miniera… tuo figlio è salvo, sono tutti salvi, tranne X che purtroppo non ce l’ha fatta. E’ stato un miracolo che ne siano usciti vivi!”.

Poi accendete la TV e vi rendete conto che non si trattava di uno scherzo. Su tutti i telegiornali si parla della stessa vicenda, dell’incidente e della sua conclusione fortunata.

Ora immaginate la stessa scena, ma anziché essere genitori siete mogli, mariti, fidanzati, amici. Arriva la telefonata e l’angoscia del primo istante si trasforma nel sollievo e nel giubilo.
Passano pochi minuti e la vostra casa viene invasa dalle telecamere, pronte a filmare la vostra gioia, a immortalare le vostre preghiere di ringraziamento a Dio, la vostra incontenibile felicità.
Avete scampato un pericolo tremendo e ora non vi rimane che esultare e aspettare il rientro a casa di vostro figlio, marito, fidanzato, fratello o amico.

Ma di nuovo squilla il telefono, inaspettato, e la stessa voce che aveva gridato al miracolo con toni trionfalistici qualche ora prima, ora appare sommessa, incerta, quasi soffocata. Riuscite a malapena a percepire le sue parole: “Guarda, c’è stata un’incomprensione, un difetto di comunicazione da parte delle squadre di soccorso… Ecco, purtroppo non ce l’ha fatta, nessuno ce l’ha fatta. Solo X è ancora vivo, in ospedale“.
Adesso sì che non ci credete. Correte un’altra volta alla televisione sperando di vedere le immagini di poco fa, con i familiari in festa, ma le scene che vi sfilano davanti agli occhi sono altre. Gente che si scusa, giornalisti che balbettano, persone con i volti segnati e gli sguardi spaesati.

E voi piombate in un vuoto senza senso, rimanete immobili, in stato di shock. Nemmeno vi accorgete che in pochi istanti la casa è di nuovo piena di gente, di flash, di persone che vi abbracciano, vi guardano con commiserazione, vi offrono la loro spalla per piangere.

E’ la vita. Succedono anche queste cose. Per quanto incredibili e inspiegabili.
A volte il dolore per la morte di un caro può diventare ancora più cocente e straziante di quello che già è. Quando si aggiunge la beffa di averlo creduto vivo e di aver pensato per una frazione di secondo di essere stati fortunati.

1 commento Gennaio 7, 2006

Le conseguenze dell’amore #2

Voi mi avete rubato la vita, io vi ho rubato la valigia!
- Titta di Girolamo -

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Le conseguenze dell’amore

La sfortuna non esiste. E’ solo l’illusione degli incapaci o dei poveri.
- Titta di Girolamo -

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Pupo “il mollicone”

All’ora di cena la televisione di casa mia è quasi sempre sintonizzata su Affari Tuoi. Era così quando c’era Paolo Bonolis e continua a essere così con Pupo.
Sarà perché è subito dopo il telegiornale, o subito prima del prime time di Rai1, o più probabilmente perché è un intrattenimento a cui i miei genitori sono affezionati (anche se non lo ammetterebbero mai!).

Finora non ho battuto ciglio e ho subito la tiritera dei vari pacchi e pacchetti, ma ho la netta sensazione che la mia pazienza stia per vacillare. Non per colpa del gioco in sé, ma di colui che lo conduce.
La mia non è una presa di posizione contro il Pupo presentatore, contro la sua inadeguatezza artistica e professionale, ma un vero e proprio attacco personale.

Lo trovo terribilmente patetico quando si ostina a parlare del suo passato da frequentatore di casinò, a fare la cassandra sulla pericolosità del gioco d’azzardo, a lanciarsi in mea culpa lacrimevoli e melliflui.
Ancora di più non sopporto la banalità assoluta dei suoi discorsi. Ogni suo commento trabocca di ovvietà e scontatezza. Dalla sua bocca escono solo frasi prevedibili e prive di qualsivoglia arguzia o spessore.

Ma più di tutto odio il suo provarci in maniera sfacciata con le concorrenti più avvenenti.
Le scruta, le adula, le accarezza, le abbraccia. Si diverte da matti a riempirle di complimenti, a guardarle dritte negli occhi, a sfoderare sorrisi da “piacione”. I suoi approcci risultano raccapriccianti, uno spettacolo stucchevole, che non credo di poter digerire oltre.
Anche a rischio di dover cenare da sola.

1 commento Gennaio 6, 2006

Silenzio please!

Da quando hanno vietato il fumo nei locali, trascorrere una serata in un pub o in un ristorante è diventato un vero piacere (non solo del palato, come lo è sempre stato, ma anche della pelle, dei capelli, dell’olfatto, della vista, delle vie respiratorie e così via).
Senza più quel puzzo fastidioso, posso rimanere seduta al tavolo per ore e ore, impegnata in amabili conversazioni e scambi di battute.

Ma oggi scopro con sorpresa che il mio è un atteggiamento totalmente antiquato, rétro, come dicono nel gergo modaiolo. La nuova tendenza, che viena fresca fresca dagli USA, è quella di starsene zitti, in assoluto silenzio, di non proferire verbo! Niente risate sguaiate o chiacchiere sottovoce. Niente bisbigli o pettegolezzi all’orecchio, niente di niente.
I silent party lo vietano categoricamente!
Chi partecipa a questi big events deve assolutamente rimanere muto come un pesce, a meno che non intenda farsi cacciare a pedate.

Se non si può parlare, vi starete chiedendo, come si ammazza il tempo?
In un sacco di modi divertenti:
- scambiandosi sguardi e lanciandosi occhiate d’intesa
- meditando
- leggendo libri e testi che decantano l’effetto benefico del silenzio
- scrivendo le proprie impressioni
- bevendo acqua minerale.

E’ sì, perchè dimenticavo di dirvi che non è permesso nemmeno bere alcoolici o qualsiasi tipo di drink…

Questa sì che è vita!

2 commenti Gennaio 4, 2006

Cinesi con la “c” maiuscola

Hanno una marcia in più questi cinesi. Lo si intuisce immediatamente.
Hanno caparbietà, volontà da vendere, umiltà e desiderio di migliorare.

Saranno pure piccoletti e con la faccia schiacciata, ma caspita che grinta! A noi occidentali appaiono l’uno identico all’altro, eppure quando abbiamo di fronte la Disabled People’s Performing Troupe, dobbiamo riconoscere che le individualità vengono fuori in modo prepotente.

Sono attori, ballerini e musicisti disabili, non udenti o non vedenti, che da anni diffondono nel mondo la cultura e l’arte cinese in modo sublime.
I loro spettacoli incantano le platee, regalano momenti suggestivi, offrono prospettive multiformi. Attraverso tante voci e linguaggi, sanno intrecciare elegantemente parole, musica e spazio.

Li chiamano “i messaggeri di bellezza e amicizia” perché riescono a comunicare con incredibile efficacia l’amore per la vita. A colpi di tamburi, percussioni, ritmi vorticosi, coreografie ammalianti.
Diffondono un messaggio di coraggio, coesione e orgoglio.
La loro performance del 2 dicembre a Pechino ha illuminato la Giornata mondiale del disabile.

1 commento Gennaio 3, 2006

Dal Giappone con furore…

Mettiamo che state aspettando la telefonata del vostro amore.
Siete lì, immobili e impazienti davanti al cellulare, perse in un brodo di giuggiole, con la mente che si crogiola nel suo ricordo e si perde nel pensiero di lui. Delle sue mani forti e calde, dei suoi occhi penetranti, del suo sorriso disarmante, del suo profumo irresistibile…

Ed è come se lui fosse sul serio lì vicino a voi, lo potete vedere, toccare, persino “odorare”. E non vi accorgete nemmeno che il cellulare ha cominciato a squillare tanto siete inebriate dal suo magnifico profumo.

Solo dopo un quarto d’ora di squilli continui vi ridestate e tornate coi piedi per terra. Ma quell’essenza afrodisiaca è ancora lì, non se n’è andata via insieme ai sogni di poco fa. Anzi, è addirittura più forte, sembra “reale” e più il telefono squilla, più la sensuale folata aumenta.
Cominciate a girarvi, a cercare il vostro lui che deve essersi nascosto da qualche parte per farvi uno scherzo. Ma niente. Solo dopo ripetuti tentativi andati a vuoto vi rendete conto che quell’aroma meraviglioso non proviene dal vostro uomo, bensì dal vostro cellulare

Ebbene sì, non ci bastavano le suonerie di ogni tipo, i gadget decorativi, le cover colorate e chi più ne ha più ne metta, ora fanno il loro esordio sul mercato dei mobile phones anche gli smelltones. Si agganciano al telefonino e, dopo ogni chiamata o sms, emettono profumo. Provengono dal Giappone e sono disponibili in tante varietà diverse: si va dai personaggi della Disney, a Hello Kitty, a frutti e animaletti di tutti i tipi.

Lo so, era molto meglio se ci fosse stato lui

Aggiungi un commento Gennaio 3, 2006

Au pair - part one

My first experience abroad was as an au-pair in England.
I decided that the best way to learn English well was to live in an English house, with an English family, sharing their habits.
According to my friends and family my move was brave as I have never done something like that before. I haven’t neither relevant experience with kids nor with houseworking (just consider that I still live with my parents and I am pretty spoiled girl!).
But I wasn’t scared. I was very motivated and determined to live that experience. So I did.
I subscibed to an au-pair agency, waited for their call and left my temporary job. It took just a few days to find the right family for me.

I flew to Canterbury with two heavy suitcases, an English dictionary and all my wishes to do well. I was alone and I was abou to start a new and exciting adventure.

I know that my job wouldn’t have been easy: I had to look after two babies and work 35 hours per week for my host family, but I didn’t mind.
I wanted to show my dear ones I could manage it and first of all I wanted to grow up an independent and confident girl.
I can say that I succedeed. It was tough sometimes, but I have never regretted being there.
I’m telling you more about my life as an au-pair in my next English post because I want to describe it in details, without missing a thing.

1 commento Gennaio 2, 2006

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