Archivio Febbraio 18, 2006

Prime

locandina

Un film lieve, dopotutto, era quello che ci voleva.
Una pellicola che scorre via tra risate e tenerezza. Niente scene sanguinose alla Munich o drammoni sentimentali alla Brokeback Mountain.
Il mio organismo sentiva la necessità di alleggerirsi un po’. L’ho accontentato. Mai ribellarsi ai richiami che provengono dall’interno.
Ora, ricaricata e rilassata, sono pronta a gettarmi nuovamente nei meandri oscuri della psiche umana. Transamerica, sto arrivando!.

Torniamo a Prime. Commerciale, certo, ma piacevole. Stereotipato, ovvio, ma non a livelli apocalittici.

Le due signore che dominano la scena sono fuoriclasse. Uma Thurman sarebbe capace di “risvegliare” persino un cadavere, figuriamoci un avvenente ventenne con la vena artistica. E’ sexy e languida, ma in modo sussurrato. Niente poppe al vento o labbrone sporgenti.
Meryl Streep sa essere esilerante. Tanto “aperta” e di larghe vedute nel ruolo di psicoterapeuta, quanto retrogata e conservatrice in quello di mamma.
La storia d’amore tra la divorziata Rafi e Dave, il pittore ventitreenne, non brilla per originalità, ma appare credibile. Oltre al sesso c’è di più insomma.
E’ però il conflitto interiore che squarcia il cuore della strizzacervelli ebrea a convincere di più. Suscita un misto di ilarità e tenerezza, allegria e commiserazione. Nessuna donna vorrebbe mai trovarsi nei suoi panni, inutile nasconderlo.

Anzi, quando finisce per accettare la situazione e diventa più docile, delude un po’. La preferivo arrabbiata, sguaiata, con il fuoco nel petto. La tigre doveva rimanere tale fino alla fine, invece si trasforma in pecorella docile. Peccato.

In generale, ecco ciò che mi è piaciuto:
- l’appartamento di Rafi
- il ricordo della nonna che si dava le padellate in testa
- la gelosia irrefrenabile della mamma psicanalista
- il fisico di Uma e del suo bell’amante
- l’ingenuità di entrambi nel credere che poteva funzionare
- il malinconico finale

E quello che, al contrario, mi ha fatto storcere il naso:
- il riferimento al “pisello” durante la seduta dalla psichiatra
- l’amico occhialuto che tira le torte in faccia
- Meryl Streep che diventa mansueta come un agnellino
- l’avventura da una botta e via con la modella roscia
- la sin troppo facile scalata al successo professionale di lui
- il fatto che la famiglia di Dave abbia accettato senza fare una piega la sua scelta di intraprendere la carriera da pittore (ma non erano stati sempre tremendamente contrari, tanto da far venire al figlio incredibili complessi?).

Si vede che la cura Uma ha effetti miracolosi…

1 commento Febbraio 18, 2006

Stanlio e Ollio

stanlio e ollio

Com’è difficile essere adolescenti. Anche se si hanno amicizie sincere e affetti saldi. E anche se il tuo compagno di avventure e sventure quotidiane è un tipo comico, che a guardarlo da vicino assomiglia in maniera sconvolgente a Stanlio.
Soprattutto quando è accanto a te. Lui alto e dinoccolato, tu piccolo e robustello.
Lui Stanlio, appunto, tu Ollio.
Obietterai che non hai i baffi e non intendi farteli crescere (per carità!), e che lui non porta la bombetta. Te ne do atto. Ma per il resto siete molto simili.

Io non conosco né te né il tuo amico. Ma tu mi ispiri simpatia, perché appari più debole e sensibile, forse addirittura plasmabile.
Nei film in bianco e nero era Ollio quello più sbruffone e borioso, mentre Stanlio non ne combinava mai una giusta e suscitava tanta tenerezza.
Ai giorni nostri invece, le cose vanno quasi sempre al rovescio, che ci vuoi fare?

Guardandovi insieme, lui arrogante e saputello, tu succube e mansueto, mi chiedo se ti viene mai voglia di piazzare un bel calcio sul didietro a quello spilungone.
Si capisce da lontano un miglio che ti comanda a bacchetta e che si diverte a prenderti per i fondelli. Lui ha il cappellino da baseball e la faccia tosta, tu le spalle curve e l’aria spaesata.
Lui è talmente alto e smilzo che ce ne avresti di frecce al tuo arco per stenderlo con battute al vetriolo.
Invece niente, è Stanlio la lingua biforcuta, che sputa commenti al vetriol e ferisce. Non lo dai a vedere, abbozzi un mezzo sorriso in risposta, ma soffri. E fai tutto quello che dice lui, per ottenere la sua approvazione e farti benvolere.

Hai bisogno di perdere qualche chilo e lo sai? Allora continua a pedalare su quella cyclette, non smettere prima del dovuto solo perché lui si annoia e ha bisogno di qualcuno che ascolti le sue corbellerie.
Sollevare pesi e fare flessioni non è l’allenamento adatto a te? Allora concentrati sul tuo obiettivo, perseguilo fino in fondo, senza farti intimorire.
La prossima volta che si avvicina a te e si permette di premere il pulsante stop, quando ancora non hai finito, tu fulminalo con lo sguardo e mandalo a quel paese. Niente mezze misure. Devi essere diretto e conciso. Capirà.

Riappropriati del ruolo che la storia del cinema ti ha riservato. Non devi aspettare di diventare un uomo per tornare a essere l’Ollio che tutti amiamo.

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Cambiamenti

I cambiamenti, come sanno quelli che provano a farli per non morire coi propri difetti, sono difficili e dolorosi.
- Gabriele Romagnoli -

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