Le strade di Ischia
4 Marzo, 2006

Una romana che si stupisce della circolazione stradale di Ischia ha una bella faccia di bronzo, direte voi.
Una che, per andare al centro, con l’automobile, è costretta a scaricarsi da Internet mappe e cartine aggiornate e che regolarmente imbocca sensi unici al contrario.
In nessun altro posto come nella capitale le strade sono grovigli fitti e intricati, labirinti di viuzze e arterie impazzite, è vero.
Ma Roma uno se lo aspetta che è così. Traffico, inquinamento acustico, parcheggi impossibili, multe che piovono, incidenti all’ordine del giorno, vigili urbani rassegnati.
Non potrebbe essere diversamente, in una città con 4 milioni di abitanti e ritrovamenti archelogici che spuntano fuori come funghi.
Ischia invece, uno se la figura diversamente.
E’ la patria del benessere, delle terme che ti rimettono in sesto, delle cure per il corpo e per la mente. C’è il mare, splendido, e c’è la montagna, suggestiva.
C’è il corso coi negozi che espongono solo grandi firme e poi ci sono gli anfratti dal sapore antico, che mantengono vive le tradizioni locali.
C’è il buon cibo, la pizza vera, il caffé dall’aroma intenso, il pesce fresco.
Poi c’è un’altra Ischia, quella del vivere quotidiano, dell’andare a lavoro tutti i giorni, del fare su e giù per l’isola con la macchina, della spesa da comprare.
E qui arriva la nota dolente.
Muoversi per le strade di Ischia è un’avventura da Mille e Una Notte.
Le vie sono spaventosamente strette, ma sempre e comunque a doppio senso. I semafori non ci sono quasi… Le strettoie, i vicoli sconnessi e dissestati incombono in ogni angolo.
In particolare penso a una via dove l’autobus si incastra regolarmente e le automobili rischiano quotidianamente l’impatto frontale. E’ un punto dove è impensabile far passare due veicoli insieme. Eppure c’è addirittura chi ci parcheggia, lasciando l’auto in posizione precaria, facendo infuriare i passanti. Così il flusso aumenta, i pedoni imprecano, il caos imperversa e l’ingorgo assume dimensioni apocalittiche.
Gli automobilisti devono avere una vita veramente dura a Ischia.
Non mi sorprende il fatto che, in tutta l’isola, non abbia mai visto una vettura con la carrozzeria intatta!
Sono tutte mezze ammaccate, con graffi più o meno visibili, specchietti laterali penzolanti, vernici “scorticate”. Di certo non sono un bello spettacolo.
Menomale che se si gira lo sguardo più in là c’è il mare e la montagna e il porto con le barchette…
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1 Commento Aggiungi il tuo
1. Tra Virgolette » Is&hellip | 1 Maggio, 2006 alle 20:51
[…] Ce l’ho davanti agli occhi il paesaggio schiacciato dal costone della montagna. I pilastri che svettano in quella zona mi hanno incuriosito sin dalla prima volta che ho messo piede a Ischia. “Cosa sono questi archi?” - avevo chiesto mentre passavamo con la macchina sotto l’imponente struttura. Pensavo che si adattassero bene al luogo, che fossero una cornice affascinante tra il mare smisurato e la vegetazione rigogliosa circostante. Pensavo che tutto avesse un senso, e che il contesto urbano convivesse in armonia con la natura. […]
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