Notte prima degli esami
11 Marzo, 2006

Non c’è nulla da fare, quando una canzone ti entra nel cuore, è difficile che possa sgattaiolarsene fuori. Anche se è legata a un tempo lontano, che non c’è più. Ogni volta che l’ascolti scatta qualcosa, e ti ritrovi a cantarla a squarciagola, con un’energia e una passione incontenibile.
“Notte prima degli esami” è la mia canzone speciale perché è stata presente in tanti momenti importanti della mia crescita: le gite con la scuola, le prime uscite con le amiche, i primissimi concerti, le feste di compleanno, le cocenti delusioni amorose.
Quelle inconfondibili note al pianoforte, malinconiche e commoventi, erano il mio appiglio consolatorio, il mio dolce tepore.
Date tali premesse, era scontato che sarei andata a vedere il film che, furbescamente, ha posto il brano di Venditti come suo emblema: Notte prima degli esami, appunto.
Fausto Brizzi ha capito che, come me, ce n’erano altri cento, mille, 1 milione. Tutti affezionati a un ricordo e a una dimensione nostalgica di un’età indimenticabile e spensierata.
E allora, osservare questo variegato gruppo di ragazzi alle prese con l’esame di maturità, mentre in sottofondo sfilavano, una dopo l’altra, le hit di Raf, Europe e Rettore, è stato più che piacevole. E’ stato come viaggiare indietro nel tempo, e ritrovare colori, immagini, atmosfere, sensazioni.
Non che la mia, di maturità, sia stata per alcun verso simile a quella raccontata dalla pellicola. Niente nottate trascorse a rincorrere la persona amata o a scovare le tracce dei temi in anticipo. Quel fatidico periodo ha significato esclusivamente studio forsennato, sonno agitato, speranze di clamorosi successi e timore di umilianti capitolazioni.
Ma le vicende di questi diciottenni romani, spregiudicati, incoscienti e spontanei, mi hanno intenerito e solleticato il cuore. Mi hanno addirittura spinto a non soffermarmi troppo sulle frequenti sbavature registiche, come l’infarcimento di luoghi comuni, le forzature di alcuni ruoli, le caratterizzazioni eccessive dei personaggi.
Giorgio Faletti nei panni del professore carogna è stato formidabile, soprattutto quando ha abbassato le difese per rivelare il suo passato hippy e le notti brave a Woodstock . I camei di Costa, Brigliadori, Er Cipolla sono risultati ben studiati e pertinenti. I ragazzi protagonisti, pur se vistosamente più avanti con gli anni di quanto volessero far credere, hanno saputo esprimere tutta la freschezza, l’ingenuità e l’inconsapevole comicità che caratterizza i diciottenni di ieri, oggi e domani.
E nella scena finale, quella che richiede più pathos e sentimento, il pianoforte e la voce di Venditti sono diventati i protagonisti assoluti. Il mio senso critico si è così sgretolato senza rimedio, e ho cominciato a gongolare, a sorridere, a canticchiare.
Sei nella categoria: Cinema
1 Commento Aggiungi il tuo
1. b@b | 12 Marzo, 2006 alle 14:20
qualche giorno fa anche io ho visto il film . Quasi diciotenne nell`89 ,quando cadde`il muro di Berlino e il futuro si prospettava incerto e nebuloso.
“Notta prima degli esami”mi ha riempito di tenerezza,non particolarmente per le avventure sentimentali e i patemi per il tema della maturita` dei protagonisti,nei quali non mi sono riconosciuta ,ma per le canzoni della colonna sonora; ho avuto nostalgia dei miei 18 anni -ed ho rivissuto per un attimo i meravigliosi momenti vissuti ascoltando Venditti o gli Europe . Concordo pienamente con quello che hai scritto !!!
Lascia un commento
Alcuni Tag HTML permessi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>
Trackback questo post | Sottoscrivi i commenti con RSS Feed