Minacce

Di violenza carnale. Di botte da orbi. Di ferite sanguinarie. Di morte.
Sono quelle a cui ricorre un ex marito imbufalito per terrorizzare la donna con cui ha condiviso 13 anni di matrimonio. Da quando lei ha deciso di uscire da un inferno di gelosia e violenza, lui ha scelto di usare le minacce, per riconquistarla.
In breve tempo le imprecazioni telefoniche sono diventate agguati rabbiosi, gli assalti verbali si sono trasformati in aggressioni fisiche.
Calci, pugni, schiaffi, tutto per rivendicare il diritto a un amore finito, che non c’è più, che si è esaurito proprio a causa di una follia sbocciata pian piano e poi esplosa con indicibile irruenza.
L’ultimo attacco risale a pochi giorni fa. Lui, come tante altre volte in passato, le telefona ricoprendola di insulti e intimidazioni, lei, spaventata, non si fida a tornare a casa e chiede aiuto ai carabinieri.
L’appuntato di turno non si persuade e si appella alla legge: “Rischi una denuncia per procurato allarme se ti accompagniamo a casa e non troviamo nessun molestatore ad aspettarti” (sic!)
Lei esterefatta si dirige verso la sua abitazione, ma prima chiede a un’amica di fermarsi a dormire da lei, perché non si sa mai.
La voce profetica che dall’interno la allerta e le suggerisce di mantenere alta la guardia, non l’abbandona nemmeno per un minuto.
Appena varcato l’uscio del suo appartamento ecco che spunta fuori l’ex dal dente avvelenato. Strattona l’amica con forza, tira fuori un coltello e glielo pianta alla gola, per farla stare zitta. Intanto sferra una quantità abbondante di calci, testate e malrovesci alla sua ex, la minaccia di morte, con la bava alla bocca le ripete che la sua vita non ha più senso da quando si sono separati.
Poi l’altra ragazza, sfruttando un attimo di distrazione, riesce a raggiungere il cellulare che ha in tasca e a fare una telefonata salvifica, costringendo l’uomo alla fuga.
Al pronto soccorso la prognosi è cinque giorni di osservazione, troppo pochi per sporgere una denuncia penale, ce ne vogliono almeno venti.
Anche il tentativo di telefonare il giorno dopo al telefono rosa si mostra vano. Sempre occupato, tutto il pomeriggio.
Ma come? “L’operatrice che risponde alle Vostre chiamate telefoniche, Vi ascolterà e Vi indirizzerà alla Consulenza più idonea a risolvere i Vostri problemi.” dov’è finita? E il “Siamo qui per ascoltarti” che campeggia sul sito ufficiale?
Sarà stata una sfortunata eccezione…
Aggiungi un commento Marzo 14, 2006