Walk the line - Quando l’amore brucia l’anima

Mea culpa: forse dovrei evitare di parlare del film sulla vita di Johnny Cash, considerato il fatto che fino a ieri non avevo la più pallida idea di chi fosse, Johnny Cash.
Ma il regista James Mangold mi ha dato l’opportunità di conoscerlo, di scoprire che è stato una leggenda della musica country americana e, aspetto fondamentale, di riscattarmi dalla mia ignoranza. Durante lo scorrere della pellicola ho persino capito che “Walk The Line” è il titolo di una delle più famose canzoni di Cash…
Una citazione sul mio blog mi sembra d’obbligo.
Sono stati diversi fattori a incuriosirmi e a indurmi a vedere il film: la candidatura all’oscar dei due protagonisti, Joaquin Phoenix e Reese Whiterspoon, le voci che parlavano di un prodotto ben fatto, fedele alla realtà e in più, l’indimenticabile ricordo di “Ray“, con cui qualcuno l’aveva paragonato.
C’è tanta, bella musica in “Walk The Line“.
C’è la vicenda di un uomo che cresce conservando nel petto un dolore mai sopito (per la morte del fratello) e un’ostilità profonda (verso il padre). C’è una donna che cattura la sua anima e lo libera dai suoi fantasmi; c’è la droga che lo spedisce all’inferno; c’è la sua rinascita e un colore nero che lo accompagna nelle sue esibizioni. Ma soprattutto c’è la sua inarrestabile ascesa professionale, c’è un cantante che imbraccia la chitarra puntandola in avanti e al microfono racconta la sua vita. Con la voce profonda e potente, con lo sguardo malizioso e sfrontato.
I due attori protagonisti hanno dovuto allenare le corde vocali per interpretare la parte. Hanno cantato sul serio e bene, occhi negli occhi, hanno espresso seduzione e passione a ritmo di folk.
Durante le battute finali ho cominciato a fare il tifo per John e a sperare che June accettasse la sua proposta di matrimonio.
Sapevo che era una storia vera e il lieto fine avrebbe significato moltissimo.
C’è stato, lei ha detto sì e, a giudicare dalle cronache di quegli anni, sono veramente vissuti felici e contenti. La favola è diventata realtà, per una volta.
Aggiungi un commento Marzo 19, 2006
