L’anello

Io non l’ho nemmeno visto l’anello protagonista di questa storia. Ne ho sentito parlare tanto però.
“Era l’anello che mia madre aveva ricevuto da ragazza, dal suo fidanzato, che poi è morto. Era un ricordo prezioso per lei, aveva un significato profondo. Poi lei lo ha donato a me, ieri, per il mio compleanno.”
Queste parole pronunciate con affanno, in modo concitato, con la voce rotta dal pianto, richiamano l’attenzione di tutte noi nello spogliatoio.
“E l’ho perso! Oddio mio, non lo trovo, me l’hanno rubato, non c’è più!“, prosegue alzando il tono della voce che da anelito diventa vibrazione acuta, isterica.
“Me lo sono tolto per spalmarmi la crema. Era qui un attimo fa, sono sicura.”
“E ora come faccio? Mia madre non mi perdonerà mai…“.
Le si fa accanto un’amica, la consola, la sprona a cercare meglio, nella borsa, per terra, nell’altra sala, nelle docce, ovunque. La convince a non perdere le speranze, a spargere la voce, a chiedere in segreteria.
Chi come me è estranea alla faccenda, non può non appassionarsi alla commovente vicenda dell’anello scomparso. Soprattutto quando ci scappa pure la lacrima e l’abbraccio rassegnato all’amica del cuore.
Penso che è da incoscienti sfilarsi un anello di valore per mettersi la crema, e che è da sfigati smarrirlo in quel modo. Penso che chi l’ha rubato è cinico, materialista, amorale. Poi torno a casa e non ci penso più.
Qualche giorno dopo, appeso all’ingresso dello spogliatoio, c’è un foglio, con questo messaggio: “Ho perso un anello di grandissimo valore affettivo. Prego a chiunque lo abbia trovato di riportarmelo, per lui ci sono 500 euro a disposizione. E’ importantissimo per la mia famiglia. Vi prego!”
Allora nulla di fatto, mi dico e incurvo le spalle. Di gente onesta c’è n’è rimasta poca. Un moto di tristezza mi pervade.
Passano i giorni, quel foglio è sempre attaccato lì, sulla parete.
Dopo una settimana il cartello campeggia ancora al solito posto.
Ma qualcosa è cambiato. La grafia è la stessa, il messaggio è un altro: “Grazie per avermi ridato l’anello senza volere nulla in cambio. Sei una bella persona! Non dimenticherò mai il tuo gesto e la tua onestà!“.
La tristezza di qualche giorno fa si dissolve. Mi sento più leggera.
Aggiungi un commento Aprile 6, 2006