Archivio Aprile 10, 2006

La terra

E’ il legame con la famiglia, con il proprio paese, con un passato rimasto a lungo confinato in un angolino della memoria.

Un’azienda agricola semiabbandonata circondata da ettari di superficie è la motivazione che spinge Luigi (Fabrizio Bentivoglio) a lasciare la sua patria adottiva, Milano, e tornare in Sicilia, dai suoi tre fratelli. L’intenzione è di rimanere pochi giorni, il tempo necessario per accordarsi con Michele (Emilio Solfrizzi), Mario (Paolo Briguglia) e Aldo (Massimo Venturiello) e vendere la terra lasciata in’eredità da un padre violento e balordo.

Ma le cose vanno per le lunghe, si scontrano interessi contrastanti e personalità opposte. Volano parole pesanti, accuse ignobili, rancori mai sopiti, sospetti.

L’ equilibrio precario su cui si reggono i loro fragili rapporti crolla rovinosamente quando il boss locale, Tonino (Sergio Rubini), viene assassinato.
Da quel momento le recriminazioni si fanno ancora più aspre e l’incomprensione si acutizza, diventa strisciante e velenosa.

Luigi è combattuto dal desiderio di scappare, non farsi vedere mai più e quello di salvare la sua famiglia, di proteggerla con tutti i mezzi che ha a disposizione.

Il dilemma che si pone è arduo: aiutare i fratelli rischiando l’esaurimento o infischiarsene e recuperare una serenità quasi del tutto compromessa?
Alla fine ha la meglio il suo spirito combattivo; decide di accettare la sfida e affrontarla in modo risoluto, come mai avrebbe immaginato.
Da professore pacato e ligio al dovere, si trasforma in esperto dissimulatore e menzognere, disposto a insabbiare scomode verità.

Probabilmente è la sua vera natura a riemergere, quella messa a tacere per tanti anni. Forse quella dell’insegnante docile è solo una maschera che ha imparato ad indossare per tenersi a distanza di sicurezza dalla realtà.

Sergio Rubini, esilarante nella parte del mafioso “forforoso”, è capace di
una regia brillante e fluida.
Il film è lungo, ma scorre via con gradevolezza, alternando situazioni di forte impatto drammatico con periodi più lievi.
La terra” è una storia che offre numerosi spunti di riflessione, che diverte e insieme commuove.
Bentivoglio, con quell’aria malinconica e addolorata, piace, e parecchio.
Venturiello, con quella faccia da schiaffi e le movenze da bullo, pure.
Solfrizzi e Briguglia insomma, convincono a intermittenza.

L’anello veramente debole del cast è Claudia Gerini. Si salva solamente la mise firmata Prada che sfoggia…
La sua espressione è ingessata, rigida, impalata.

2 commenti Aprile 10, 2006


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