Hop hop!
13 Aprile, 2006

Correre è un toccasana per il corpo e per la mente. All’aria aperta poi è incommensurabile. Walkman (oops… i-pod) alle orecchie, sneakers ai piedi, caramelline zuccherose a portata di mano, la “falcata” verso il benessere è assicurata.
Io che non sono circondata da spazi verdi non ho la possibilità di dedicarmi assiduamente al jogging per antonomasia, outdoor. Però mi arrangio con dei surrogati (leggi attività aerobiche in palestra o passeggiate chilometriche per le vie del centro nei weekend).
Vivere in città ha i suoi svantaggi, è risaputo.
Qualche mio concittadino particolarmente ostinato non getta la spugna o cerca soluzioni alternative come me. Si incaponisce, s’infila la tuta e scende in strada per il suo footing quotidiano.
La mattina presto o il tardo pomeriggio se ne vedono parecchi di tipi atletici che sgambettano sui marciapiedi, sfidando lo smog, il traffico, le vecchine con il carrello della spesa.
Schivano eroicamente pali della luce, “cacchine” di animali, tombini che sembrano gole profonde nel terreno. Sudano in abbondanza, ma non si fermano, vanno avanti a testa bassa, macinando metri su metri.
Da un lato mi fanno tenerezza, dall’altro li ammiro per la loro totale dedizione.
Pochi giorni fa, però, la fanatica della corsa che ho incontrato durante il mio percorso, mi ha ha fatto rabbia, tanta, e pena.
L’ho scorta, d’improvviso, sul ciglio della strada statale che percorro sempre a velocità sostenuta. Lì non esistono marciapiedi o aree pedonali. E’ impensabile persino camminare su quella carreggiata, figuriamoci fare jogging.
Spavalda e incosciente dava le spalle alle macchine che sfrecciavano nella sua direzione. Era impegnata nella sua maratona solitaria e ignorava le reazione sconcertata della gente al volante.
In un attimo scenari catastrofici si sono materializzati nella mia mente: lei che prende una storta e perde l’equilibrio, un’automobile che si allarga a destra un po’ più del dovuto, lei che distende un braccio colpendo accidentalmente una vettura lanciata a forte velocità.
Ma dico io, non è meglio un tapis roulant in certi casi?
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3 Commenti Aggiungi il tuo
1. ausilia | 14 Aprile, 2006 alle 14:05
Sono i tipi che vogliono farsi notare a tutti i costi secondo me. Se non ci sono “piste” adatte che senso ha imbattersi in casi così rischiosi?
Al suo posto me ne starei zitta zitta a pedalare nella triste cyclette di casa! O con un po’ di vivacità andrei in un parchetto…
2. Footer | 17 Aprile, 2006 alle 20:16
Era sicuramente spavalda, era sicuramente esibizionista.
Voi? Sicuramente invidiosette
Rotoli vaganti, per caso?
3. Francesca | 3 Maggio, 2006 alle 14:27
Credo sul serio che correre su una strada ad alta velocità sia tremendamente pericoloso.
Di esibizionisti ne conosco tanti, ma non penso sia questo il caso.
P.S. Non sono invidiosa, non ne ho motivo di esserlo
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