Melissa P., le mie impressioni Il sorriso di Daphne

Simona Ventura, che barba

9 Maggio, 2006

Un ronzio fastidioso, come quello di una mosca importuna che ti gira intorno alle orecchie e non ti molla più.
Così è il canto abbozzato da Simona Ventura in Music Farm. Stonato, seccante, fuori luogo.

E la sua mimica facciale, mentre stringe il microfono sfidando lo sguardo della telecamera, è ancora più imbarazzante.

Stasera, alle 9 passate, ero a tavola con gli ultimi bocconi della cena da addentare e la tv sintonizzata su Raidue. Sapevo che da lì a pochi istanti sarebbe partita la sigla più ridicola della stagione. Simona Ventura in versione Madonna, con tanto di body e calzamaglia, che agita il sedere, sbatte la chioma a destra e sinistra, sfoggia un seno nuovo di zecca e… crede di cantare.
La mia testa ha cominciato a fare segno di no, sconsolata e incontrollabile. Come biasimarla?

Non è che la presentatrice di una sfida musicale sia costretta a cantare pure lei. Non è che una donna, per dimostrare di essere in gamba, debba cimentarsi in qualsiasi prova che esuli le sue competenze.
La smania della Ventura di rendersi protagonista assoluta, comunque e dovunque, è irritante. Non sa dove sia di casa l’umiltà.

Perché una conduttrice abile, spigliata e divertente come lei non si accontenta di fare la conduttrice, appunto?
Perché una primadonna dello spettacolo, a suo agio tra calciatori, artisti e isolani più o meno famosi ha la necessità di occupare il video continuamente?

Per provocare? Per autoironia? Per una smisurata voglia di giocare e stupire? A questo bastano le sue battute argute, la sua fisicità esplosiva, la sua sicumera.

Scherzare col pubblico non vuol dire spazientirlo o stordirlo.

Sei nella categoria: TV

8 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. LuKa  |  10 Maggio, 2006 alle 10:58

    ogni tanto ci penso anche io a situazioni del genere, ma finchè si sta nello stesso mondo (lo spettacolo) è passabile, anche perchè credo che ogni tentativo di fare altro oltre la conduzione sia preventivamente concordato con gli autori del programma.
    rimane comunque un atteggiamento discutibile.
    il problema sorge quando un personaggio noto, che sia della tv, dello sport o del cinema, s’inventa un altro ruolo, scontrandosi, il più delle volte, con evidenti sconfitte.

  • 2. darkweb  |  10 Maggio, 2006 alle 11:27

    E Dio inventò il telecomando…

    *sicumera*

    sei più forte di Elio e le Storie Tese. Davvero!

  • 3. Francesca  |  10 Maggio, 2006 alle 11:59

    Secondo me una presentatrice senza alcun talento per la musica potrebbe dire di no agli autori, se sono loro ad averle proposto di cantare. Ma ho la sensazione che sia stata lei ad avanzare l’idea…

    x Darkweb
    Mitici Elio e Co!

    Certo che lo uso il telecomando, ovvio. Finita la cena mi sono allontanata dalla cucina e dalla tv.

  • 4. LuKa  |  10 Maggio, 2006 alle 21:48

    c’è anche l’ipotesi che lei sia tanto convinta del suo talento musicale da riuscire ad imporsi sugli autori, visto anche il suo potere in ambito televisivo.

  • 5. darkweb  |  11 Maggio, 2006 alle 12:04

    Ma ragazzi, prendetela più tranquillamente.

    Non sono un teledipendente, non amo reality et similia
    (1 - 1 con sicumera :-) ), ma non per questo posso dire di non conoscere lo stile di Simona Ventura.

    La sigla iniziale di Quelli che… il calcio la vede zampettare allegramente insieme a 10 zoccoline più o meno in grado di muoversi.

    Che piaccia o meno è solo il suo stile, gioca a fare la ballerina o la cantante. Pur non essendo nessuna delle due cose.

    Ma davvero credete che si esibisca con la spocchia e la pretesa di essere la nuova Carla Fracci o Janis Joplin?

    Non ci credo! Ancora una volta, Fra, un tuo post non mi convince. Nel senso che non rende giustizia alla tua intelligenza. Mi sembra un po’ fine a se stesso.

    E’ solo il mio parere.

  • 6. myke  |  12 Maggio, 2006 alle 01:00

    la TV non la smetterà mai di lasciarci esterefatti di fronte ad essa, e finchè sarà in grado di farlo, sarà questa la sua forza.
    simona ventura o chi per lei continueranno a fare il loro mestiere, cioè rendersi continuamente ridicoli di fronte agli occhi dei telespettatori, che, sconcertati, spazientiti, alcuni appassionati, continueranno a fare commenti, seguire o plaudire quella dannata scatoletta e chi al cui interno opera.

  • 7. Francesca  |  12 Maggio, 2006 alle 08:14

    Dici una grande verità.
    Hai mai ascoltato Melog, la trasmissione radiofonica di Gianluca Nicoletti su Radio24?
    Racconta proprio il potere della tv e la fascinazione che esercita, ancora e sempre.

    Alcuni suoi meccanismi sono insopportabili… e non riesco a rimanere indifferente.

  • 8. darkweb  |  12 Maggio, 2006 alle 10:19

    @myke concordo con il tuo ragionamento.

    Però ho dato un’occhio al tuo blog… forse sei un tantino di parte… :-)

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