Sulle intercettazioni
24 Maggio, 2006
Il protagonista del romanzo Caos Calmo, di Sandro Veronesi, rinuncia a leggere le mail della moglie, benché morta. E fa benissimo. Non vogliamo sapere cosa c’è dietro, tanto lo sappiamo già. Tua moglie ti voleva bene e Moggi era un imbroglione. Nel fuori onda il mondo è solo un posto illuminato meglio, non più pulito.
- Gabriele Romagnoli -

Giusto caro Romagnoli, sono d’accordo con lei. Non mi interessa ascoltare le millecinquecento conversazioni di Moggi con questo e quello, non mi assale la bramosia di sapere tutto quello che è stato detto, truccato, ingarbugliato.
La faccenda è sempre stata losca, chi non lo sospettava? Che cambia sviscerare i contenuti di quelle chiacchierate insolenti e sfacciate?
Ci pensi il magistrato a sorbirsele tutte, per ore e ore, e ore. Si cibi lui le angherie, le minacce e le parole grosse. Poi decida per il meglio e punisca, duramente, senza reticenze (almeno lui).
Noi abbiamo una nazionale da tifare, un mondiale da amare, un sogno da far germogliare.
Il marciume di Moggi & Co., spudoratamente riversato su di noi da settimane, dovrebbe uscire dalle finestre di casa nostra ed entrare in quelle dei giudici. Rimanere chiuso lì, con tre mandate di chiavistello e smetterla di gettare acqua gelata sulla fiammella delle nostre speranze.
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