Cambiamenti
7 Giugno, 2006

E’ stata una sensazione strana vedere che da un giorno all’altro i ruoli e le gerarchie erano cambiate. Ieri tutte colleghe, indistintamente, oggi una di noi qualcosa in più, o comunque di diverso.
Ieri tutte a lamentarsi, con il medesimo scopo, oggi tutte a lamentarsi, ma con un fine differente. Una di noi è diventata la vice del responsabile.
Ieri l’annuncio, a mezza bocca, oggi il cambiamento di postazione. Ieri accanto a me, sulla sinistra, oggi dietro, in un’altra scrivania. Distaccata, si capisce.
Si ride, si scherza, si gioca, come sempre. Ma qualcosa è cambiato a lavoro, si avverte nell’aria. Speriamo che sia in meglio.
Fino a qualche anno fa eravamo inseparabili. Avvertivamo il bisogno urgente di tenerci in contatto, di condividere tutto, di ridere a crepapelle attaccate alla cornetta del telefono o sprofondate nel divanetto di un pub. Cinque amiche amiche. Lo siamo diventate dopo il liceo. Durante eravamo solo compagne di classe. Passato il periodo delle interrogazioni e delle pagelle è avvenuta la “fusione”, l’aggrovigliarsi di vite.
Cinque caratteri opposti: una emotiva, una seria, una indipendente, una perennemente fidanzata, una arrabbiata col genere maschile. Lontane anche nell’aspetto: una mora liscia, una mora riccia, una castana ondulata, una bionda alta, una bionda bassa.
Ricordo il giorno in cui è stata sollevata una questione scottante: “Chi sarà la prima di noi a sposarsi?”. Il toto scommesse ci aveva appassionate, ognuna aveva azzardato la sua previsione, perlopiù strampalata. Ma l’ipotesi di mettere su famiglia era così remota che il discorso era passato dal serio al faceto in un soffio.
Oggi l’argomento, invece, è tornato alla ribalta.
Siamo cresciute e cambiate. Noi, le nostre vite, i nostri rapporti. Adesso siamo cinque amiche, senza ripetizione. Vicine nel bisogno, nei compleanni, negli icontri una volta ogni tanto.
Ci siamo l’una per l’altra, ma anche per tutto il resto. Era prevedibile, ma un tempo non lo prevedevamo affatto.
Quando ci sei, dentro al cambiamento, ti spaventa. Figuriamoci se sei nel bel mezzo di due, importanti. Ora che ci penso bene sono quasi tre… Il fatto che diventerò zia, tra un mese, è però uno di quei cambiamenti che ci volevano.
Sei nella categoria: Del più e del meno...
2 Commenti Aggiungi il tuo
1. Laura | 8 Giugno, 2006 alle 13:37
Come ti capisco!
I cambiamenti fanno parte della vita, e la vita è di per sé una trasformazione, giorno dopo giorno, un divenire complesso e affascinante. Quello che credevamo essere la cosa più importante della nostra esistenza può non esserlo il giorno dopo, o quel che ritenevamo insignificante, assumere un’importanza vitale.
La novità, specie se improvvisa e inaspettata, suscita spavento e timore. Forse il bello è proprio questo: sapere che niente è immutabile ci rende sì più vulnerabili, ma anche consci che se qualcosa non va, prima o poi ci sarà un cambiamento. E quale miglior novità, per te, se non quella di essere in attesa di una nuova vita? Auguri per il tuo nipotino!
Con tanto affetto
2. Francesca | 8 Giugno, 2006 alle 16:19
Non ti nascondo che quando ho scritto questo post, mi sei venuta in mente. Tu hai una grossa esperienza in fatto di cambiamenti… soprattutto in questa fase della tua vita.
Potresti dare lezioni a tutti in materia!
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