Sul traghetto

Sandali con le zeppe, slacciate alle caviglie, che non trovano pace. La tipa che le indossa ha scambiato la moquette del traghetto per un letto a due piazze. E’ sdraiata d’un fianco e civetta animosamente con la sua cricca di amici.
Quella che le sta seduta di fronte sembra Paola Perego, ma ha una risata roboante e un paio d’incisivi da squalo. E’ indubbiamente attraente, ma altrettanto irritante, perché anziché parlare, abbaia. E poi ha la “zeppola” tra i denti; non dice: “Lo sapevi che è successo ieri?“, ma: “Lo sassevi che è sussesso ieri?“. O giù di lì.
Gli uomini del gruppetto sono molto meno appariscenti, almeno nell’eloquio… Mocassini ai piedi, polo con il cavallino, ciuffi à la Elvis, fingono interesse, ma ne hanno piene le scatole di starsene accovacciati per terra ad attendere che la nave arrivi al porto.
Il mio sguardo si posa su una coppia di quasi sessantenni nei nostri paraggi. Con le schiene elegantemente appoggiate sulla loro montagna di bagagli attendono, pacati, che la meta si avvicini.
Il marito è serio, posato, con l’auricolare bluetooth lampeggiante. Di tanto in tanto fa partire una chiamata per ammazzare il tempo.
La moglie è fascinosa. “Ha la pettinatura à la Moratti” osserva Antonio, accanto a me. Forse ha ragione, ma anche una postura signorile e un’aria da gran dama.
Si è sistemata sul pavimento, col busto eretto e le gambe flessuosamente accavallate e legge un libro. Da come è assorta deduco che si tratti di qualcosa di ipnotizzante.
Tutt’intorno a loro, e a noi, il caos. Bambinetti che percorrono a passo veloce i corridoi della nave, tenuti a bada da genitori impazienti e verbosi. Cagnoloni che scorrazzano spaesati tra una sala e l’altra. Ragazzetti che addentano panini e sandwich con voracità.
Trovare un posto a sedere, in mezzo a questo marasma, è stata una fortuna. E anche aver comprato un cartone di pizza al porto, da gustare con avidità sotto i nasi degli altri passeggeri, meno avveduti di noi. “Vera pizza napoletana!” esclama Antonio. “Buona, sì” convengo io, “ma quanto è condita!“.
Napoli-Ischia, in questo ponte del 2 giugno, è una tratta affollata. Ma le due ore sul traghetto, di solito interminabili e “sbadigliose”, possono trasformarsi in uno spettacolo originale e assai godibile .
Dipende da come ci si pone.
1 commento Giugno 2, 2006