Vita da blogger Logorroica

Uomo delle caverne

3 Agosto, 2006

Non è il massimo essere buttati giù dal letto alle 5 del mattino da urla blasfeme e seccanti. Le grida provengono dall’esterno, dal palazzo di fronte, ma sono talmente fragorose che trapassano le mura e si insinuano nelle finestre di tutto il vicinato.
Capita che, d’improvviso, una voce stridula squarci il silenzio del mattino e la pace finisce. Per la precisione le voci sono due: una femminile e lamentosa, l’altra maschile e volgare. L’uomo lancia accidenti e offese irripetibili, la donna risponde per le rime.

Entrambi hanno qualche rotella fuori posto, ma è lui il barbaro incivile.

Di solito esordisce più o meno così: “Brutta str… sei una mer… hai rotto il ca… te e ’sto cane di mer… te lo ammazzo!”. Poi attacca lei: “Chiamo i carabinieri, lasciami stare, non provare a toccarmi, sei matto...” e avanti così per una decina di minuti, quasi tutte le mattine. Ma non solo. Pure la sera basta poco per arroventare il clima.
Lui ha sempre un repertorio di paroline dolci a sua disposizione: “Te ne devi andà brutta matta de mer… Me fai schifo, put…” e negli appartamenti circostanti la gente si attappa le orecchie, prega perché la sfuriata cessi, si affida a bamboline vudù.

Il mio infausto vicino ha un aspetto primitivo e dei modi cavernicoli. I carabinieri ormai lo conoscono e hanno cominciato a detestarlo. Fanno avanti indietro con la volante per controllarne le mosse. Intervistano persone, ascoltano la donna arrabbiata, cercano di portare calma e tranquillità. Poveri illusi…

Il burbero irrequieto in passato è stato un gran frequentatore di galere… Noi tutti ci si augura che recuperi le sue vecchie abitudini.

Io non gli rivolgo né uno sguardo né una parola. Mi chiedo cosa aspettino polizia e carabinieri a venirselo a prendere. La sua presenza è molesta, le sue “poste” sotto il portone della sciagurata snervanti, la sua arroganza sconfinata.

Anche la moglie ringrazierebbe la comunità per toglierselo dai piedi. E di sicuro il figlio adolescente non sentirebbe affatto la sua mancanza.

E allora, mi domando: Cosa dobbiamo aspettare per allontanarlo? Che distrugga un altro cancello elettrico? Che pianti ancora un orto nel terreno condominiale? Che molli uno schiaffo alla donna col cane? Che renda tormentati tutti i nostri risvegli?

E’ piena estate, con questa canicola non ci provo nemmeno a tenere chiuse le finestre per proteggermi dal suo veleno.
L’unica cosa che posso fare quando comincia ad “abbaiare” è rigirarmi nel letto e contare fino a 100…

Sei nella categoria: Del più e del meno...

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