Logorroica
8 Agosto, 2006

Dicesi di persona eccessivamente loquace e verbosa, che ama perdersi in ciarle futili. Solitamente non è interessata allo scambio delle opinioni e dei punti di vista, ma solo a raccontare quello che ha visto, fatto, sentito o immaginato lei.
Il malcapitato che ha a che fare con la logorroica è un rassegnato che tende l’orecchio per disperazione e ha un tic fastidioso: fa sempre segno di sì con la testa di fronte a lei.
Le ciance della logorroica sono talmente vacue e insignificanti che l’ interlocutore di turno ha perfezionato una tecnica infallibile per farsele scivolare addosso con nonchalance: la osserva fingendo interesse, occhi negli occhi, ma la sua mente è lontana anni luce, nascosta in rifugi di quiete e silenzio.
Io ne conosco un paio di logorroiche ed entrambe hanno le medesime caratteristiche: voglia e necessità di confidarsi, tendenza a scendere nel dettaglio, richiesta di conforto e consigli da parte di chi le ascolta. Per questioni di privacy e salvaguardia di rapporti non posso dire di più. Ma che fatica avere a che fare con loro! Ci vuole una pazienza mastodontica e un’indole pacifica…
Qualche anno fa però ne ho incontrata una di logorroica che mi ha fatto esaurire… Con lei ho gettato la spugna, sono scoppiata e ho scelto di chiudere tutti i ponti. Era un caso patologico.
Non prendeva mai fiato quando raccontava… era asfissiante. Ti teneva da una parte stringendoti all’angolo e ti riversava addosso parole a cascata, una dopo l’altra.
Ma il fondo lo toccava al telefono. Ti chiamava a casa e ti costringeva ad ascoltare le sue sciocchezze quotidiane per ore. Non stava mai ad aspettare una tua reazione, un segno di assenso, un intervento di qualsiasi natura, continuava spedita col suo eloquio, noioso e logorante all’inverosimile.
Era diventata il mio incubo. Ma un giorno ho detto basta.
Dapprima ho staccato il telefono, poi mi sono fatta negare, dopo ho cominciato a interrompere le conversazioni in modo brusco con un “Devo andare” senza appello. Quando la incontravo la evitavo, abbassavo lo sguardo, mi avvicinavo ad altre persone.
Ci sono volute settimane prima che capisse l’antifona e mi mollasse.
A poco a poco ho ripreso a respirare. Che liberazione.
I logorroici rappresentano una categoria perigliosa, molto simile a quella di certe creaturine rivoltose e invadenti dette sanguisughe…
Sei nella categoria: Del più e del meno...
2 Commenti Aggiungi il tuo
1. Vale87 | 8 Agosto, 2006 alle 23:55
Fra, che maestria!
Hai veramente una dote speciale nello scrivere, leggendo il tuo post mi sono perfettamente immaginata la scenetta…
Quasi pensavo di essere con te e di vedere quel visino dolce su cui, piano piano, compare una smorfia di esasperazione…
Veramente spassoso, mi hai fatto fare una bella risata!
Ora la smetto con i complimenti, sennò oltre che logorroica divento pure leccapiedi…una categoria ancora peggiore!!!
Baci!
2. Francesca | 9 Agosto, 2006 alle 14:36
Beh, a dire la verità, sentirsi fare i complimenti non è poi così spiacevole…
C’è Lorenzo qui da me oggi, e logorroici con lui siamo diventati tutti: la nonna che se lo coccola, io che gli racconto questo e quest’altro, la mamma che lo allatta con tenerezza, il nonno che gli ripete quanto è bello e quanto è bravo. Poi per forza piange, con tutti sti’ disturbatori che lo accerchiano!
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