E le chiamano sorgenti…
1 Settembre, 2006

La prima volta che ho trascorso le vacanze a Ischia, tre anni fa, il mio ragazzo mi ha portato al Parco Termale Negombo. Un’oasi di benessere e relax tra giardini lussureggianti, cascate d’acqua dolce, vasche di mille forme e stile, piscine tiepide, calde, fredde e freddissime. Alla fine della giornata la mia pelle era rifiorita, appariva luminosa e levigata come porcellana.
L’anno scorso, per il mio secondo soggiorno estivo nell’isola campana, il mio fidanzato mi ha condotto alle sorgenti di Nitrodi, più vicine a casa sua, meno appariscenti, ma dalle indiscutibili virtù. Immergermi in quelle acque fresche è stato piacevole e terapeutico, mi ha lasciato addosso una sensazione meravigliosa. La pelle sembrava più liscia e morbida, come seta.
Il terzo agosto a Ischia, un mese fa, è stata la volta delle sorgenti di Olmitello. Raggiungibili a piedi dalla spiaggia dei Maronti, con ingresso gratuito, dovevano rappresentare una doccia rinvigorente contro i bruciori e i pizzicori provocati dal sale marino.
Ma i ricordi gioiosi delle estati precedenti si sono sgretolati in un istante…
Il percorso per arrivare alla fonte è un cumulo di sterpaglie e ferri arrugginiti. I piedi sono costretti a schivare pozze di fango e avvallamenti sconnessi. Eppure le indicazioni, visibili dalla baia e presenti durante il tragitto, sono chiare: bisogna proseguire per quella strada desolata. Più si va avanti e più sono evidenti i segni di abbandono e trascuratezza: alberi abbatutti, rocce spaccate, rami spezzati che ostacolano il cammino, rifiuti qua e là. Un fiotto di acqua torbida e stagnante scorre continuo fin giù, a mare. Sarà l’acqua della sorgente? Si potrà toccare? Nel dubbio noi evitiamo il contatto.
Zigzagando per oltre 5 minuti in questo territorio mortificato scorgiamo, da lontano, un tubicino ricurvo, a mò di rubinetto, dal quale fuoriesce un rivolo d’acqua. Increduli e disorientati - E’ possibile che sia questa la fonte? - ci avviciniamo e sentiamo che il liquido è caldo. Dunque è lei, la salvifica e corroborante acqua termale di Olmitello! Quella che le guide dell’isola e i siti del posto continuano a descrivere come curativa, dagli effetti benefici, buona anche da bere. - Sarà, ma chi si fida? -
Dietro e tutto intorno al tubicino c’è una struttura diroccata, forse i resti della sorgente di cui il mio ragazzo ha nostalgica memoria. Non vedo l’ora di tornare in spiaggia e lasciarmi questo posto inospitale alle spalle.
Facciamo un ultimo sforzo per capire da dove viene quel ruscello d’acqua melmosa che ci ha inquietato lungo il tragitto. Proseguiamo un altro po’, imboccando una curva su per la valle. - Forse c’è qualcos’altro, forse la vera sorgente è più in alto. - Il nostro viaggio di speranza si interrompe non appena notiamo un altro getto d’acqua che discende dalla montagna, disordinato. Non è affatto rassicurante, non viene voglia di farsi la doccia lì sotto.
Spentasi ogni illusione facciamo dietro front e ripercorriamo a ritroso la via, verso la spiaggia. Con il passo svelto e i volti scuri, senza voltarci mai indietro. Arrivati a riva il tuffo in mare è una liberazione. Sentiamo il bisogno di ripulirci, al più presto, la pelle e gli occhi.
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