La notte dei pubblivori
22 Ottobre, 2006

La tappa romana della manifestazione dedicata alle pubblicità più significative del mondo, non è stata altro che una sequenza ininterrotta di spot sullo schermo di un cinema. Dalle 10.30 fino a notte fonda, per una grande scorpacciata di advertising di qualità.
Divise in categorie: sociali, a sfondo erotico, gay friendly, contro le droghe, a effetti speciali, molte delle pubblicità proposte hanno provocato risate, stupore e consensi generalizzati.
Provo a descriverne qualcuna che ricordo.
1) Un uomo elegante e fascinoso cammina con un secchio in mano verso la sua auto. E’ in un garage e l’automobile è un modello sportivo extra lusso. Il tipo distinto si solleva le maniche della camicia e con uno straccio bagnato comincia a lavare la macchina. Ma mentre muove lo strofinaccio bagnato, la carrozzeria si riempie di graffi e strisciate. Lui insiste sul cofano, sulle portiere e si odono stridii, suoni acuti di sfregamento e abrasione. L’auto diventa un groviglio di raschiature e l’uomo continua a strofinare, soddisfatto. Alla fine compare il claim: Ogni giorno milioni di persone fanno lo stesso, coi propri denti, e il dentifricio reclamizzato fa il suo ingresso sul video.
2) Due ragazzi appesantiti e annoiati addentano i loro panini al tavolo di un fast food. Lui mangia ingordo, lei lo osserva scettica. A un certo punto la giovane si alza e con aria di sfida comincia a cantare e ballare, accompagnata da una musica dance di sottofondo :”Ti ho tradito con il tuo capo! Lui sì che è un uomo vero! Ha la macchina potente e soldi a palate!“. Mentre la ragazza esegue la sua performance, il ragazzo, all’inizio frastornato, comincia a muoversi al ritmo di quella canzone, a fare segno di sì con la testa, a battere i piedi seguendo il sound. Gli altri avventori osservano la scena divertiti e la ragazza, sempre più carica e convinta, conclude la sua esibizione con “… e poi lui mi bacia dove tu non hai mai fatto!”. Poi si incammina verso l’uscita e salta sull’auto decappotabile guidata dal boss. Il claim è una cosa del tipo “Il potere della musica!” e compare il logo di una famosa emittente radiofonica.
3) In un villaggio africano perduto nel tempo e nello spazio la popolazione è spaventata per l’apparizione di qualcosa di tremendo. Non si capisce cosa sia, la telecamera riprende solo ragazzini che scappano terrorizzati, adulti che si chiudono nelle loro capanne per nascondersi, gente in fuga. Tutti noi ci aspettiamo che una creatura orrenda si stia facendo strada, invece, colui che ha seminato paura e raccapriccio non è altro che… un anziano signore che cammina a apasso lento, con aria mesta. Il messaggio finale, commovente, recita: “L’aspettativa di vita in Africa è 40 anni. La popolazione non sa più qual è il vero aspetto di un vecchio…“.
La pubblicità che più mi ha scosso è quella che ha proposto una classica scenetta familiare all’interno di una macchina. Papà giovane alla guida, sorridente e premuroso. Mamma al suo fianco, bella e dolce. Dietro la figlioletta che gioca con una piuma a solleticare delicatamente il viso di sua madre. Intanto la voce di sottofondo fa: “Questi genitori vogliono così bene alla loro bimba… non le farebbero mai nulla di male… “. E d’un tratto, a spezzare con agghiacciante crudezza l’armonia del quadretto, la dinamica di un incidente. Il papà frena di botto e la figlia, senza cinture di sicurezza, è catapultata come un razzo addosso al vetro anteriore. Durante l’impatto la voce conclude il messaggio “(…) ma gliene fanno! Allacciare le cinture di sicurezza salva la vita!“.
Potrei proseguire a raccontare l’advertising dell’Honda che mostra tutti i passaggi di un circuito avveniristico, o quella delle console multimediali che sembrano i trailer di film apocalittici, o ancora quelle che promuovono l’uso del preservativo, ironiche, azzardate e fuori di testa. Invece mi soffermo su un’amara considerazione: tra le pubblicità presentate, quelle che conoscevo o avevo già visto in TV erano pochissime… Come a dire che il materiale di qualità è riservato alle rassegne, mentre la roba banale e priva di creatività alle nostre case…
Non ci meritiamo mai nulla di buono noi altri?.
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