Il grande capo Punti di vista

La ricerca della felicità

21 Gennaio, 2007

Il titolo è ambizioso. C’è dentro un proposito che accomuna tutti i popoli e tutte le generazioni, da sempre. Il desiderio di vivere a pieno, di raggiungere quello stato di adrenalina e di euforia che solo la felicità può regalare.

Chris Gardner, interpretato da un emozionante Will Smith, prima di centrare il suo obiettivo, fa i salti mortali.

E’ un venditore che non riesce più a vendere, con una moglie delusa e un figlioletto a carico. Quando le bollette, le multe e l’affitto diventano troppi, e troppo alti, Chris si ritrova in mezzo a una strada, col dovere di proteggere suo figlio, nonostante le immani difficoltà.

Chris è un uomo brillante e capace, con una determinazione incrollabile. La sua motivazione è più forte delle avversità. Così riuscirà ad essere ammesso ad uno stage presso un’importante società di consulenza finanziaria e a sopravvivere dignitosamente pur senza avere un tetto sotto cui dormire.

L’elemento che caratterizza maggiormente Chris, a parte la forza di volontà, è l’urgenza di correre. Corre per andare a lavoro, per tuffarsi sull’autobus in corsa, per accompagnare il figlio all’asilo, per prenotare un posto letto nel ricovero pubblico, per recuperare ciò che gli è stato rubato, per accaparrarsi un cibo caldo, per un appuntamento d’affari. Corre con la valigia, con l’abito e la stampella in spalla, con il figlio che lo segue, con il libro in mano.

Non si ferma mai. E proprio il suo muoversi di continuo, senza arretrare o prendere fiato, rappresenta la sua vittoria più grande. E’ la metafora del non arrendersi, del provarci fino in fondo, del non tirarsi indietro. Perché con il sacrificio, la convinzione e lo spirito d’iniziativa è possibile realizzare qualsiasi obiettivo.
E’ la favola del sogno americano, di una società che premia la meritocrazia, che offre una seconda chance, che apre le porte ai tenaci.

Anche se alcune circostanze ricordano Le mille e una notte, diversi momenti risultano mielosi e il lieto fine appare scontato, la tensione emotiva provocata dal film è vera, e si sente. Will Smith è molto convincente ed espressivo. La sua recitazione ha spessore, lucidità, grinta. Le sfortune e le disgrazie del suo Chris restano sullo stomaco e si dissolvono soltanto alla fine, quando il bene trionfa sul male.

Muccino probabilmente è solo una pedina del Deus ex machina Hollywoodiano, come sostengono in molti, ma il suo compito l’ha svolto bene, con diligenza e misura.

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1 Commento Aggiungi il tuo

  • 1. Ciro  |  26 Gennaio, 2007 alle 10:38

    Visto ieri sera … veramente stressante come film, ma bello.

    Ciao
    Ciro & Halima

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