Ho voglia di te
11 Marzo, 2007

Assistere all’anteprima romana di Ho voglia di te, tenutasi venerdì scorso al Warner Moderno di Roma, è stato un po’ come guardare una partita di calcio, o un concerto rock. Perché da fuori il cinema le urla dei “tifosi” (o meglio, delle “tifose”) si sprecavano, così come gli scatti fotografici incontrollati e i tentativi di assalto al cast da parte delle fan in delirio.
Il fenomeno Tre metri sopra il cielo, scoppiato quattro anni fa, continua evidentemente a mietere le sue vittime… La formula del successo è semplice, ma infallibile: un pizzico di ribellione, una dose massiccia di amore adolescenziale e una spolverata di emozioni turbolente. Tutti ingredienti sapientemente miscelati nel primo libro di Federico Moccia, divenuto cult generazionale, da cui è stato tratto il film, diretto da Luca Lucini, che nel 2004 ha sbancato i botteghini italiani.
Ho voglia di te, il secondo capitolo della storia, che narra le tormentate vicissitudini di Step (interpretato dall’osannato Riccardo Scamarcio), sembra destinato a medesima fortuna.
Ed eccola, la storia: Step ritorna nella sua città, Roma, dopo due anni passati negli Stati Uniti per cercare di dimenticare sconvolgimenti emotivi e ricordi dolorosi. Ma tutto è profondamente cambiato, soprattutto la “sua” dolce Babi (Katy Louise Saunders), divenuta una provocatrice intrigante e maliziosa. Alle tenere memorie del passato si contrappone un presente segnato dall’inganno. Solo l’incontro con la vivace e spregiudicata Gin (Laura Chiatti) permetterà a Step di volare fin sopra il cielo un’altra volta e di impazzire d’amore nuovamente, come non avrebbe mai immaginato.
Nessuna delle giovani spettatrici che hanno assistito alla prima di venerdì pomeriggio era all’oscuro della trama. Erano mesi che attendevano spasmodicamente l’uscita del film. In fondo, la pellicola girata da Luis Prieto si rivolge direttamente a loro, e usa il loro stesso linguaggio.
Parla delle loro speranze, dei desideri chiusi nel cassetto, delle difficoltà che incontrano giorno per giorno, come ha dichiarato lo stesso regista: “HVDT è un film (…) per i giovani perché i protagonisti sono dei ragazzi, che vivono inquietudini e problemi ai quali a volte non riescono a dare soluzione”.
Anche la scelta della colonna sonora non è stata fatta a caso, con l’hit “Ti scatterò una foto” di Tiziano Ferro ad accompagnare le scene più salienti. Ma l’assoluto protagonista del film è ancora una volta il corteggiatissimo Riccardo Scamarcio.
La sua faccia tappezza ormai da tempo le copertine delle riviste per teenager, le sue interviste occupano le prime pagine dei magazine femminili, la sua vita privata è stata gettata in pasto ai paparazzi. La parte del duro dal cuore di burro gli ha spalancato la porta del successo e gli ha regalato la fama del “bello e dannato” che sembra oramai una sua cifra indelebile.
A onor del vero, per chi ha superato l’età delle tempeste adolescenziali, il film e il cast suscitano ben pochi spasmi. Se deve essere la ragione a parlare, più che il cuore smosso dai batticuori di gioventù, allora l’analisi che ne consegue è tutt’altro che esaltante: la trama non spicca per originalità, gli attori non entusiasmano, la regia non convince. Nonostante (o grazie a) ciò, sarà un successo clamoroso.
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1. 143165 Blog Verification&hellip | 13 Marzo, 2007 alle 12:24
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