Stress da casco
10 Aprile, 2007

Risale a pochi giorni fa la notizia che, a Napoli, dieci giudici di pace hanno annullato multe a motociclisti senza casco perché stressati.
I centauri indisciplinati sono riusciti a evitare l’ammenda, esibendo il certificato medico che attestava il loro stato di malessere ai tempi della multa.
Come se lo stress di una persona sia in relazione con l’indossare o meno un casco…
La stessa giustificazione dovrebbe valere per qualsiasi infrazione compiuta del codice stradale. Pensate a scarichi di responsabilità del genere: “Non avevo la cintura di sicurezza allacciata perché mi sentivo agitato” o “Parlavo al cellulare senza auricolare perché avevo urgentemente bisogno delle parole di conforto di un amico” e così via.
Fatto insolito, inoltre, che lo stato depressivo sia stato riscontrato in contemporanea su diverse persone e che tutte abbiano avuto un certificato medico a disposizione per scagionarsi. Condivido le parole del comandante dei vigili urbani di Napoli, Carlo Schettini, secondo il quale “… a un motociclista che dichiara al giudice di pace di essere affetto da stress psicologico dovrebbe essere vietato di andare in moto finché ha questo tipo di problemi”. Altro che casco sì e casco no…
Pensando a Roma e allo stratosferico numero di due ruote in circolazione, un moto di orgoglio cittadino mi assale. In fondo nella capitale è assolutamente raro incontrare motociclisti senza casco (che sia allacciato o meno è un altro discorso!) e anche qui le temperature sono miti, le giornate assolate e la voglia di ciondolare col vento tra i capelli smisurata. Ma, una volta tanto, la legge viene rispettata e non sono i romani le pecore nere dei sondaggi.
Ritornando a Napoli e ai motorini… Mi sono sempre chiesta come possano circolare impuniti, tre o addirittura quattro persone su uno stesso motorino. Padri con figli, madri con bambini e mariti, interi nuclei famigliari appollaiati su sellini esigui e volanti traballanti. E con che faccia tosta sfrecciano tra le automobili in fila e gli incolonnamenti vorticosi! Sarebbe interessante conoscere la scusa che addurrebbe un padre di famiglia “pizzicato” a trasportare moglie e prole sul suo scooter. Non mi stupirebbe un’affermazione del tipo: “I miei figli avevano un’interrogazione importante e non potevano rischiare di rimanere imbottigliati nel traffico. Guardi il registro di classe se vuole la prova!”, oppure “I miei bambini soffrono di claustrofobia e la macchina è pericolosa per la loro salute!”. Non mi stupirei più di tanto…
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2 Commenti Aggiungi il tuo
1. Gennaro | 12 Aprile, 2007 alle 08:29
Credi davvero che riuscirebbero a infilare tutte quelle parole una dietro l’altra?
2. Francesca | 15 Aprile, 2007 alle 22:13
Vedo che anche tu sei sulla mia lunghezza d’onda. O addirittura più disilluso. Come darti torto?
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