300 - Addominali scolpiti e patriottismo a tutti i costi

Il film diretto da Zack Snyder è vivamente sconsigliato alle persone deboli di stomaco e agli amanti della storia. Gli appassionati di scontri brutali e fisici scolpiti si facciano invece avanti: avranno di che divertirsi!
La selezione del cast maschile, tutto muscoli e addominali di ferro, ha richiesto particolare impegno, come ha riconosciuto lo stesso Snyder: “Quando ho iniziato a cercare gli attori mi sono detto ‘qui sarà dura’! Intanto perché sono nudi quasi tutto il tempo e poi perché li vediamo lottare, quindi devono avere corpi da lottatori piuttosto convincenti. Quando ho incontrato Gerard Butler in un bar di North Hollywood ha cercato di convincermi di essere adatto al ruolo strappandosi la camicia e saltando sul tavolo!”.
Il pubblico che non disdegna un po’ di sangue versato e qualche testa saltata, ma è legato alla ricostruzione veritiera dei fatti, rimarrà soddisfatto al 50 % da 300. Perché è un’opera spettacolare negli effetti speciali e nei corpo a corpo truculenti, ma deludente nella sostanza.
La storia dei trecento uomini guidati dal re Leonida, che nel 480 avanti Cristo si immolarono nella battaglia delle Termopili pur di non cedere il passo alle potentissime armate persiane e combatterono contro i soldati del re Serse, ha poco a che vedere con la realtà. Gli elementi principalmente messi in risalto sono le gesta eroiche dei combattenti, l’ardente legame con la loro terra, la violenza portata agli eccessi, il richiamo al racconto grafico omonimo di Frank Miller, da cui è stato tratto il film, ma trapela una netta sensazione di finzione.
Ci sono molti aspetti fantasy nell’opera di Snyder, tanto uso della computer grafica, una sfilza di costumi sgargianti e animali esotici. L’intento del regista non è quello di riportare gli accadimenti descritti sui libri di scuola ma di analizzare un fatto sociologico rilevante: come pochi uomini valorosi, con la semplice forza di volontà, abbiano potuto mettere in difficoltà il più grande esercito del mondo antico.
Alcune immagini impressionano per la minuziosa ricostruzione fotografica, i colori accesi, vivi, che ingigantiscono l’aura da mito. E anche la colonna sonora è coinvolgente e vigorosa ma il lungometraggio, a mio parere, indugia in malo modo sugli aspetti più umani della vicenda, tentando un difficile equilibrio tra il culto della guerra propugnato dagli spartani e gli elementi di tenerezza, che appaiono inappropriati in questo contesto.
2 commenti Aprile 12, 2007