Archivio Maggio 27, 2007

Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo

Will Turner, Elizabeth Swann, Jack Sparrow e il capitan Barbarossa issano le vele ancora una volta per solcare i temibili mari oltre i confini della Terra e battersi per un futuro degno della comunità piratesca.
La prima missione è quella di andare a recuperare capitan Jack fin giù nel profondo degli abissi, dove è imprigionato in una sorta di purgatorio.
Avvenuta la liberazione, i due innamorati si trovano invischiati nella fitta rete di cospirazioni della Compagnia delle Indie Orientali e finiscono nel bel mezzo di una lotta aspra e burrascosa. Da una parte l’imbarcazione degli imperialisti inglesi alleatasi col morto vivente dalla faccia da piovra, Davy Jones (Bill Nighy) e le altre creature marine destinate a veleggiare senza sosta per l’eternità, dall’altra la leggendaria ciurma dell’Olandese Volante, i pirati nobili della Terra.

Duelli acrobatici, scontri spettacolari, leggende evocative si snodano per quasi 3 ore filate di film. A dire il vero si fatica un po’ a seguire le fila della storia, talmente ricca di colpi di scena e azzardi da spiazzare gli spettatori. Come nei due episodi precedenti, il protagonista conclamato della scena è Johnny Depp, svampito e dinoccolato nei panni (sarebbe il caso di dire… negli stracci) di capitan Jack.

Spassoso il momento in cui infinite copie di Sparrow calcano la scena, ognuna delle quali considerandosi l’originale. Ancora una volta Walt Disney Pictures conferma la sua eccellenza nella realizzazione di effetti speciali e soluzioni visive sbalorditive: tempeste marine, paesaggi di ghiaccio, tramonti dorati e atmosfere cupe.
Si alternano sequenze surreali come quella della nave trascinata dai granchi o quella in cui l’imbarcazione si capovolge e, sottosopra, continua il suo viaggio nei mari. Anche la magnificenza dei costumi dei pirati e delle navi che cavalcano le onde in mezzo alle intemperie lasciano il segno.

La volontà del regista Gore Verbinski è soprattutto quella di esaltare la bellezza e la suggestione delle immagini e di puntare su scene ad alto impatto spettacolare. Il resto è puro intrattenimento, una vena di ironia nera e un pizzico di smielato romanticismo. Il finale riserva una sorpresa: passati i titoli di coda spunta nello schermo un altro pezzo di film, che fa credere ancora nell’esistenza delle favole. Cpsì anche i più sentimentali sono accontentati.

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