Archivio Settembre, 2007

I Simpson. Il film

Sfrontati come sempre, demenziali più che mai.
I Simpson al cinema si sentono perfettamente a loro agio e offrono agli spettatori il meglio di sé. Satira, riferimenti all’attualità, parodie e situazioni surreali si susseguono a pieno ritmo, come negli episodi che siamo abituati a vedere in tv.
Homer, da “testone” incosciente qual è, sfiora una catastrofe ambientale e mette a repentaglio la sopravvivenza di Springfield. A dargli battaglia è il presidente d’America in persona, con le fattezze (e la voce) di Schwarzenegger, coadiuvato dal tenace capo dell’EPA (agenzia per la promozione ambientale).
Mentre la vicenda principale prende corpo, si sorride per le peripezie vissute dagli altri protagonisti: Bart nudo sullo skateboard, Lisa pazza d’amore per un giovane musicista, il nonno in preda a un attacco isterico… E sullo schermo si assiste anche al concerto dei “Green Day”, all’affondamento del Titanic, al lancio dei missili statunitensi, alle performance irresistibili di un maialino nei panni di Spiderman.
I rimandi ai fatti e alle persone reali sono continui e spassosi, sempre ben calibrati. Matt Groening, regista del film e della serie televisiva nata nel 1988, riesce ad accontentare i fan di tutto il mondo, mantenendo inalterata l’essenza dei Simpson. Il film fa ridere per l’ironia dei personaggi, per la loro “purezza”, per la comicità politicamente scorretta, per l’ingenuità che dimostrano nonostante tutto. Artefici del successo del lungometraggio sono anche i doppiatori storici dei Simpson: Tonino Accolla (Homer), Liù Bosso (Marge), Ilaria Stagni (Bart) e Monica Ward (Lisa). E nel mezzo del marasma di battute e disavventure, sale alla ribalta il tema dell’inquinamento ambientale, affrontato senza ipocrisia. Da segnalare, infine, i titoli di coda: originali e graffianti come ogni minuto del film.

Aggiungi un commento Settembre 27, 2007

Auguri Smiley

Sono passati 25 anni da quando è nato. Nel corso del tempo ha cambiato look, si è trasformato per stare al passo con le novità, è maturato. Ma non ha mai rinunciato alla sua schiettezza e al suo modo speciale di comunicare. Con fantasia, spensieratezza e un pizzico di irriverenza è riuscito a entrare nella vita delle persone. Il suo sorriso disarmante ha conquistato proprio tutti, anche se per osservarlo bene occorre piegare un po’ la testa a sinistra…
Di chi sto parlando? Provate a digitare sulla tastiera del computer il simbolo dei due punti, il trattino e infine la parentesi tonda, senza lasciare nessuno spazio. Spunterà fuori la sua “faccia” inconfondibile :-)
È lo “Smiley”, il mitico simbolo utilizzato nelle comunicazioni elettroniche per intendere, senza rischio di equivoci, “sto sorridendo”. Creato da un tale Scott E. Fahlman, professore della Carnegie Mellon University, nel 1982, per indicare un messaggio ironico, il mitico “sorrisetto” è rimbalzato col tempo di computer in computer, atterrando persino sugli schermi dei telefonini e sulle pagine dei libri. Con lui non servono parole per capirsi, è un linguaggio universale, un segno di accondiscendenza, simpatia e divertimento, utilizzato soprattutto dalle generazioni più giovani. Oggi le varianti di “Smiley” in circolazione sono numerose… c’è quello che strizza l’occhio, quello che fa la linguaccia, quello che tiene la bocca cucita. Ognuno ha un messaggio inequivocabile da trasmettere e una forza espressiva senza eguali. Altro che chiacchiere.

Aggiungi un commento Settembre 24, 2007


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