Auguri Smiley
24 Settembre, 2007
Sono passati 25 anni da quando è nato. Nel corso del tempo ha cambiato look, si è trasformato per stare al passo con le novità, è maturato. Ma non ha mai rinunciato alla sua schiettezza e al suo modo speciale di comunicare. Con fantasia, spensieratezza e un pizzico di irriverenza è riuscito a entrare nella vita delle persone. Il suo sorriso disarmante ha conquistato proprio tutti, anche se per osservarlo bene occorre piegare un po’ la testa a sinistra…
Di chi sto parlando? Provate a digitare sulla tastiera del computer il simbolo dei due punti, il trattino e infine la parentesi tonda, senza lasciare nessuno spazio. Spunterà fuori la sua “faccia” inconfondibile ![]()
È lo “Smiley”, il mitico simbolo utilizzato nelle comunicazioni elettroniche per intendere, senza rischio di equivoci, “sto sorridendo”. Creato da un tale Scott E. Fahlman, professore della Carnegie Mellon University, nel 1982, per indicare un messaggio ironico, il mitico “sorrisetto” è rimbalzato col tempo di computer in computer, atterrando persino sugli schermi dei telefonini e sulle pagine dei libri. Con lui non servono parole per capirsi, è un linguaggio universale, un segno di accondiscendenza, simpatia e divertimento, utilizzato soprattutto dalle generazioni più giovani. Oggi le varianti di “Smiley” in circolazione sono numerose… c’è quello che strizza l’occhio, quello che fa la linguaccia, quello che tiene la bocca cucita. Ognuno ha un messaggio inequivocabile da trasmettere e una forza espressiva senza eguali. Altro che chiacchiere.
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