Lars e una ragazza tutta sua
16 Gennaio, 2008

Lars è un ragazzo malato. È affetto da una forte nevrosi anaffettiva e non riesce a costruire normali relazioni sociali. Una serie di catastrofiche esperienze sentimentali lo hanno segnato nel profondo, lasciandogli un senso di amarezza e solitudine. Ma un giorno nella sua vita entra Bianca e il pesante velo che offusca la sua anima comincia a sollevarsi.
Bianca non è una ragazza come le altre. È speciale. Lars l’ha acquistata su Internet. Non ha pelle, muscoli e cuore, ma un corpo di plastica. È una bambola di silicone. Eppure diventa la sua compagna, la sua amatissima donna degna di premure, continue attenzioni, coccole. Per Lars è un sogno che si avvera, perché Bianca ha tutto ciò che potrebbe desiderare, pur se costretta su una sedia a rotelle: è bella, dolce, affettuosa, gentile. Di colpo, le difficoltà di comunicazione che il ragazzo ha sempre incontrato, sembrano svanire. Con lei è semplice e bello stabilire un contatto.
Un giorno Lars presenta Bianca a suo fratello Gus e alla moglie. I due rimangono sbalorditi, soprattutto quando l’uomo dà da mangiare alla bambola, finge che essa parli, inventa per lei un’esistenza normale. La reazione di tutti quelli che incontrano Bianca la prima volta è di imbarazzo e incredulità. Tuttavia, a poco a poco, i familiari e vicini di Lars, i concittadini, coloro che gli vogliono bene, cominciano a cambiare atteggiamento e a considerare la plastic doll in maniera differente. Iniziano ad interagire con lei, a coinvolgerla, ad accettarla, a renderla partecipe. Incredibilmente, una storia d’amore irreale si fa reale. Un’unione assurda, del tutto strampalata, appare pulita, delicata, tenerissima. Un’intera comunità abbraccia il diverso e lo accoglie senza pregiudizi. Bianca non è più solo un antidoto alle relazioni umane “vere”, si trasforma in una presenza “viva”, dagli effetti solo positivi.
Il regista Craig Gillespie fa un resoconto dolce e amaro dei nostri tempi, ritrae le umane fragilità e le inspiegabili contraddizioni della modernità. Il falso si mescola all’autentico, il triste al divertente, il pianto al riso. Il suo compito è reso più facile dalla bravura dell’attore protagonista: Ryan Gosling. Le sue espressioni bucano sia lo schermo che il cuore del pubblico, esprimono malinconia e speranza.
Sono convinta che un interprete diverso, dallo sguardo meno sincero e trasparente, avrebbe rischiato di rendere la vicenda ridicola, comica. Invece persino la performance della bambola gonfiabile è godibile, se solo la si paragona alle rigidità e alle pose plastiche di certe attrici in carne e ossa…
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