Archivio Maggio, 2008

Il mostro di Amstetten

Già me lo immagino il film “liberamente ispirato” alla tragica vicenda di Amstetten. La telecamera che indugia sullo sguardo apparentemente mesto dell’anziano pensionato Joseph Fritzl e, una dopo l’altra, le immagini dell’orrore: le ripetute violenze alla figlia Elisabeth, il bunker nel quale la donna è stata rinchiusa per 24 anni, i 7 bambini nati dall’incesto. È una storia talmente spaventosa e impensabile, che ha tutte le prerogative per diventare un thriller di successo: suspense, follia, violenza, imprevedibilità. Con il vantaggio di essere estremamente credibile, perché vera. Niente effetti speciali, nessuna forzatura, solo agghiacciante mostruosità.
Ecco la trama: un piccolo imprenditore esperto di elettronica, con moglie e otto figli decide, a un certo punto della sua vita, che una di loro diventerà la protagonista di un incubo. È Elisabeth, la più vivace e ribelle. Quando compie 19 anni la rapisce e la segrega nella cantina di casa, la violenta ripetutamente, la droga, la ammanetta, la mette incinta svariate volte. Non le fa più vedere la luce, la umilia psicologicamente e fisicamente, l’annienta. La moglie dell’uomo (e madre della ragazza) non si accorge di nulla, dei “vizietti” del marito, delle sue prolungate assenze, delle menzogne, delle brutalità perpetrate. Il film finisce quando Joseph commette un errore fatale, portando all’ospedale una delle sue figlie-nipoti e rendendola visibile al mondo esterno. Il suo castello di menzogne si sgretola, il mostro viene smascherato e i suoi prigionieri liberati.
Ma non si può parlare di happy end, perché Elisabeth e tutti i suoi figli sono macchiati per sempre, hanno lacerazioni impossibili da rimarginare, una bestia nel cuore che non smetterà mai di tormentarli.
Magari si trattasse solo di finzione, dell’opera inventata di una mente contorta…

Aggiungi un commento Maggio 14, 2008

Effetto Sky

È buffo ritrovarsi il weekend o i giorni di festa impantanati a casa, e non sentire l’esigenza di uscire. Fuori il sole è alto nel cielo, ti invita a fare passeggiate all’aperto, a osare il primo contatto con la sabbia, a immergere l’alluce nell’acqua del mare…
Ma l’effetto di attrazione esercitato da un abbonamento Sky nuovo di zecca, supera di gran lunga le lusinghe del mondo esterno. L’ho provato sulla mia pelle i giorni scorsi, quelli dei ponti, del 25 aprile e del 1 maggio. Mentre l’Italia intera si è messa in viaggio per godersi le temperature estive e il clima vacanziero, io ho abbassato le tapparelle del mio salone e mi sono immersa nella visione: Fox, Fox Crime, Fox Life, Sky Vivo, Sky Cinema 1, 2, 3, History Channel, Cartoon Network e così via, in uno zapping impazzito e ubriaco. Ho visto pezzi di documentari, pillole di serie televisive, sigle di cartoni animati, secondi tempi di film, frammenti di spettacoli. Ho provato i canali esteri, sperimentato i sottotitoli in lingua originale, osservato (senza capirle) le trasmissioni arabe, vissuto il passato e il futuro della nostra TV con addosso la frenesia del non potermi perdere nulla, del captare tutto e subito, dello sfruttare il satellite al massimo.
Durante questo variegato e interminabile show, però, la programmazione ha dato ben presto segni di debolezza, lasciandomi un po’ perplessa. Mi ha deluso la scoperta di un palinsesto a rotazione, che a distanza ravvicinata ripete continuamente se stesso, e la scelta di film molto, troppo commerciali. La massiccia presenza della pubblicità mi ha infastidito più di ogni altra cosa…
L’effetto ipnotizzante di Sky sta svanendo poco a poco. Sono certa che tra qualche giorno recupererò in pieno la mia lucidità, la razionalità e la voglia di farmi baciare ancora la pelle dal sole.

Aggiungi un commento Maggio 5, 2008


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