Attese Juno

Il cacciatore di aquiloni

16 Luglio, 2008

Come ho potuto aspettare tanto tempo prima di recensire uno dei libri che mi ha maggiormente commosso negli ultimi anni? Eppure è successo. Ho letto “Il cacciatore di aquiloni” un’estate fa, l’ho amato, consigliato, regalato, lodato sempre e con chiunque. E nonostante tutto, ho dimenticato di parlarne nel mio blog.
Lo faccio oggi, in un orario improbabile, con indosso il pigiama gualcito e gli occhi assonnati, perché sono finita per caso nel sito di una sconosciuta che lo nominava. D’un tratto si è accesa la lampadina e il filo dei ricordi si è ricucito.

L’intensa amicizia tra Amir e Hassan, uno padrone, l’altro servo, in una Kabul dapprima viva e animata, poi succube e prigioniera, esprime sentimenti universali. Il dolore, l’ingiustizia, la fedeltà assoluta, la paura… Nella vicenda raccontata da Khaled Hosseini affiora tutta la bellezza e la debolezza della natura umana. Due bambini dai destini differenti condividono un gioco meraviglioso, la caccia agli aquiloni, ma nel momento di massima gioia e felicità la loro amicizia è scalfita da un fatto traumatico. L’innocenza di colpo finisce, e inizia il tempo delle ferite…

Era agosto, mi trovavo in spiaggia a Ischia, seduta vicino alla riva e tenevo il libro appoggiato sulle ginocchia. Non volevo smettere di leggere. Arrivata a un certo punto del racconto, sono scoppiata a piangere…
Sembrava una situazione ridicola: in piena estate, sotto il sole, mentre tutti facevano il bagno e si rilassavano contenti, io avevo le guance rigate e la schiena ricurva. Ma non ci potevo far nulla: la lettera scritta da Hassan, ormai adulto e lontano, scoppiava di amore, come se non ci fossero mai state angherie, torti, soprusi, rancori.
E’ la parte del romanzo che mi è rimasta più impressa, quella che mi ha fatto più male (o bene).

La trasposizione cinematografica del film non ha nulla a che vedere con l’inchiostro versato da Hosseini.

Sei nella categoria: Libri

4 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. irene  |  30 Luglio, 2008 alle 14:23

    anche io ho amato tanto quel libro…è uno di quelli che mi ha fatto provare più emozioni negli ultimi anni… in alcuni punti ho dovuto fermarmi e smettere di leggere perchè le immagini che vedevo dietro quelle parole erano troppo forti…e coi pugni chiusi sui fianchi (credimi!) per qualche ora ho preso qualche pausa…per poi ricominciare a leggere… ancora più avida di conoscere….bello, duro, intenso ho vissuto in Afghanistan, ho vissuto un’amicizia forte ma dolorosa… mi è piaciuto anche mille splendidi soli ma a differenza del Cacciatore di Aquiloni in cui osservavo quel mondo da dentro ma non da protagonista in questo l’immedesimazione con le donne protagoniste è stata molto molto forte, un pugno allo stomaco…bello altrettanto, ma da leggere in un momento particolarmente disteso…la condizione femminile nei Paesi arabi esce fuori benissimo baci :)

  • 2. irene  |  30 Luglio, 2008 alle 14:27

    uffi non mi prende i commenti :(
    forse era troppo lungo???

  • 3. Ausilia  |  3 Agosto, 2008 alle 15:39

    Ciao, mi spiace leggerti con tono polemico. Il libro purtroppo non ho avuto ancora modo di leggerlo. Il film l’ho visto. E senza il paragone del testo mi è piaciuto. Mi ha trasmesso molto. Anche se il mio modo di vedere le cose non coincide con il tuo, a mio avviso non ti dà diritto di rivolgerti a me con un tono freddo, che devo ammettere mi ha deluso parecchio. Leggo spesso il tuo blog, senza necessariamente commentarti, né pretendo visite nel mio, che è palesemente trascurato. Non ti nascondo che avere letto “una sconosciuta” mi un po’ ferita. Ovvio, non ci conosciamo, ma avendo “battezzato” questo tuo spazio, mi ha lasciato senza parole.

    Ausilia

  • 4. virgoletta  |  6 Agosto, 2008 alle 16:11

    Non volevo essere polemica, Ausilia. E nemmeno fredda. Spero mi crederai e prenderai quel mio “sconosciuta” più alla leggera. Non ci conosciamo, tutto qui, non volevo dare un’accezione negativa al termine.
    Riguardo il tuo punto di vista lo rispetto, ma non prendere male il mio commento: in poche parole volevo dire tanto e forse l’essere così striminzita ha reso glaciale il tutto…

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