Archivio Agosto, 2008

Il brutto delle vacanze

Non è vero che la vacanza racchiude solo momenti di gioia, spensieratezza, divertimento o relax. Durante le ferie accadono anche situazioni spiacevoli e fastidiose, e si possono incontrare persone molto irritanti. A me succede ogni anno. Gli esempi sono innumerevoli: vicini di ombrellone troppo… vicini, che si appropriano della tua agognata ombra o fanno un chiasso infernale; ciabattate indifferenti che sollevano la sabbia e la fanno piombare sul tuo telo da mare; TIC-TOC continui di palline che si schiantano sui racchettoni di improbabili giocatori; schizzi sgraditi da parte di sconosciuti che si tuffano allegramente in acqua senza badare a chi li circonda… E poi urla, capricci e pianti di bambini instancabili, file e sgomitate al bar per comprare un panino; brutte sorprese ai bagni degli stabilimenti, ultra affollati e ridotti in condizioni apocalittiche. In più, per una donna, esiste anche un altro tipo di “sciagura”: la continua preoccupazione per la propria silhouette e il raffronto con quella dell’intera popolazione femminile in costume da bagno. Aiuto-sono grassa-ho la cellulite-ho il sedere grosso-ho i rotoli che escono dappertutto-devo mettermi a dieta-mi vergogno-quella sì che ha un bel fisico tonico!
È una tortura senza fine. Ma lo stress non monta solo in spiaggia, anche fuori. Basti pensare al viaggio verso l’ambita destinazione turistica che spesso si trasforma in una trappola di fuoco tra le auto incolonnate. Oppure alle soste agli autogrill gremiti come formicai, o anche ai tormentoni musicali che rendono banali e snervanti tutte le emittenti radiofoniche.
Vi svelo un trucco per non cadere nella depressione di fine agosto: pensate a tutte le sgradevolezze che vi ho descritto, tipiche delle vacanze e buttatevele alle spalle. Almeno un po’ di sollievo, lieve lieve, dovreste provarlo, no?

Aggiungi un commento Agosto 31, 2008

Un romanzo in un anno

Chi è Louise Doughty? Per molti, solo una sconosciuta. Io la considero invece un faro, una guida che mi prende per mano e mi convince ogni giorno di più a portare avanti un’idea che mi frulla in testa. Se riuscirò nell’impresa di scrivere il libro che ho in mente, gran parte del merito è suo.
La sua rubrica “Un romanzo in un anno” pubblicata su Internazionale nel corso del 2006-2007 è quello che serve a ogni aspirante scrittore, un insieme di indicazioni utili, da tenere in considerazione quando si hanno tante belle intuizioni, ma scarsa voglia (o capacità) di trasferirle sulla pagina in modo decente.
Sul sito della rivista sono raccolti tutti i capitoli del suo vademecum, suddivisi per tema, con esercizi di stile, suggerimenti genera-idee, spunti illuminanti.
E lei, giornalista-autrice-scrittrice britannica, è brava a non salire in cattedra e a ricordare i tempi in cui anche lei era una romanziera in divenire, piena di turbamenti, ansie e paure.
Louise esorta a perseverare nel proprio intento, spiega come uscire dai momenti di blocco creativo, dà dritte per trovare la propria strada nel sentiero impervio della narrativa.
Le sue parole fanno sembrare divertente il mestiere di scrivere.

Aggiungi un commento Agosto 6, 2008


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