Il brutto delle vacanze Mani in alto

I corridori di Roma

25 Settembre, 2008

Sbucano da dietro l’angolo quando non te l’aspetti. Silenziosi, concentrati, con lo sguardo verso un punto lontano, che non esiste, ma che loro vedono nitido. Tesi, affaticati, determinati, inseguono un obiettivo personalissimo e sempre più ambizioso. Sono i mille e più corridori che attraversano la città di mattina presto, o di sera, quando il sole sta per addormentarsi. Hanno forza di volontà e spirito di sacrificio, scarpe da ginnastica affidabili e (spesso) auricolari piazzati nelle orecchie. Si spostano caparbi da un punto all’altro di Roma, in pieno centro facendo zig zag tra le auto parcheggiate sui marciapiedi, o in campagna battendo strade sgombre, incorniciate dagli alberi.
I corridori della capitale non hanno età. Se ne incontrano di giovanissimi o vecchi, tutti con la stessa motivazione, le guance rosse, il fiato corto. Infagottati in inverno e scosciati d’estate, non si lasciano intimorire dalle condizioni climatiche avverse. Hanno un percorso tracciato nella mente, un tempo da rispettare, un impegno importantissimo con il proprio ‘io’. Impossibile comprendere il perché del loro sforzo se non ci si è mai cimentati, seriamente, nella corsa. Chi corre lo fa per tanti motivi: dimagrire, tonificare il fisico, scacciare via i malanni, ma non solo. C’è il fascino della sfida, il desiderio di spingersi sempre un po’ più in là per dimostrare che non ci sono limiti invalicabili, la necessità di purificare lo spirito, liberare la testa dai pensieri, temprarsi. L’aria che entra nei polmoni ed esce a ritmo regolare purifica il corpo, lo rende più leggero e sollevato. È una sensazione di benessere che dura più del tempo impiegato durante il tragitto, rimane addosso anche dopo l’esercizio.
La corsa è lo sport più democratico che esista: non richiede costosi investimenti, abbonamenti in palestra, maestri, lezioni. È di tutti e per tutti: maschi, femmine, poveri, ricchi, belli, brutti, grassi, magri. È per le persone sole e per quelle che cercano compagnia. È un grande atto d’amore per se stessi.

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1 Commento Aggiungi il tuo

  • 1. Valentina  |  8 Ottobre, 2008 alle 00:13

    Sicuramente meglio loro dei ciclisti…che sbucano in mezzo alla strada, bloccano il traffico e rischiano di farti diventare un pluriomicida…
    anche se certe volte ho voglia di accellerare e di fare strike… ^__________*
    Ciclisti avvisati…

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