Giorni di pioggia
13 Novembre, 2008
Camminare sotto la pioggia, in questi giorni di inferno meteorologico, è un supplizio. Vortici d’acqua che inondano marciapiedi, spezzano rami, allagano tombini, creano pozzanghere e tu che riponi fiducia in un piccolo ombrello stropicciato… Ma dopo pochi passi le scarpe si inzuppano e così le gambe, almeno fino alle ginocchia e le automobili che spazzolano via l’acqua coi tergicristalli sembrano prenderti di mira. Non c’è riparo agli schizzi disordinati. Ho capito che è inutile affrettarsi, anzi è peggio. Più il movimento è rapido e più facilmente le ondate, che provengono da mille direzioni differenti, ti colpiscono.
Roma è impreparata alle intemperie, come i suoi abitanti. Tutti sono mogi, avviliti, preoccupati e il cattivo umore è diffuso. Quello che mi dà veramente sui nervi, quando percorro a piedi il tragitto che mi conduce a lavoro sotto il diluvio, non è tanto l’effetto ‘sciacquone’ sulla strada, ma l’ingombro esagerato dei secchioni dell’immondizia di nuova generazione. Occupano interamente il passaggio e si è costretti a scendere dal marciapiede se si vuole andare oltre. Trovo ridicolo il fatto che rappresentino un ostacolo per il pedone. Non starebbero meglio in spiazzi e slarghi appositi? O forse dovrebbero essere meno invadenti, di una misura che non intralci la camminata. Quando piove forsennatamente, abbandonare il marciapiede è un gesto avventato, equivale a un tuffo in piscina. E allora tutti prendono la macchina, il traffico va in tilt, si fa tardi, gli incidenti aumentano ecc ecc…
Sei nella categoria: Del più e del meno...
Lascia un commento
Alcuni Tag HTML permessi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>
Trackback questo post | Sottoscrivi i commenti con RSS Feed