Bambini nel tempo
23 Marzo, 2009

Non posso dire che “Bambini nel tempo” di Ian McEwan sia un romanzo appassionante dal principio alla fine. Le parti ostiche si fanno sentire, gravano sulla lettura, la rallentano in più tratti. Ma non offuscano mai il sapore amaro della tragedia descritta nelle prime righe. Succede infatti che le pagine iniziali tramortiscano e riempiano di significato anche il resto del racconto. Perché ciò che accade è così forte, vivido e destabilizzante, che quello che viene in seguito (o che non viene) appare di poco conto in confronto.
In una scrittura tesa e analitica, che scava profonda nella memoria del protagonista come il bisturi di un chirurgo, si rammenta l’incubo vissuto da Stephen Lewis che, durante un banale giorno di spesa al supermercato, perde per sempre la sua figlioletta Kate. In fila alla cassa, mentre si accinge a svuotare il carrello, si rende conto che la sua piccola è scomparsa, inspiegabilmente sparita. Rapita… Da chi? Perché? Quando?
L’angoscia è tangibile, una tempesta di freddo investe il personaggio e i lettori. La paura è condivisa e fa scricchiolare le coscienze.
Ritengo la descrizione di quella sciagurata mattina al supermercato, con la ricostruzione lucida e puntuale di tutti i momenti trascorsi fino alla drammatica conclusione (dall’uscita incerta da casa, al tragitto a piedi, dalla lista di prodotti da comprare, agli scaffali pieni di vettovaglie), uno dei pezzi di narrativa moderna di maggior presa sul pubblico ed efficacia. Un resoconto incalzante e realistico, una capacità di soffermarsi su aspetti apparentemente secondari ma che si rivelano via via decisivi. Una penna illuminata, maestra nell’innescare una serie di immagini, pensieri e reazioni universali.
Il capolavoro di McEwan si concentra nel capitolo primo.
Il post-tragedia è un riflettere accanito sulla criticità dei rapporti umani, sul tempo immobile dell’infanzia, sulla crisi e la corruzione del governo inglese dell’epoca, sul crollo e la rinascita di un progetto di vita familiare. Tutti discorsi meritevoli di interesse, che però si dissolvono in fretta. Il vuoto lasciato da Kate, invece, si sedimenta nelle viscere.
Sei nella categoria: Libri
Lascia un commento
Alcuni Tag HTML permessi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>
Trackback questo post | Sottoscrivi i commenti con RSS Feed