Sui libri L’ottusità di una giornalista

Stelle Nere

31 Marzo, 2009

Stavolta, per cambiare, parlerò di un libro di un autore che “conosco”. Si chiama Rinaldo Boggiani e qualche mese fa mi ha pescato nella Rete, lanciandomi una proposta. Con un’email semplice e gentile ha suggerito uno scambio: “Se io le invio i miei scritti, lei mi racconta la sua opinione?“. Avevo tutto da guadagnare e ovviamente ho accettato.

Trascorsi pochi giorni, puntuale, il pacco è arrivato, con tre libricini nuovi di zecca e dediche personalizzate: “Stelle nere”, “2012 Lo Shoah nel pianto di un bambino”, “Domani ero”.
Sono entrata nel mondo di Boggiani, per cominciare, con “Stelle nere“.

Dopo poche righe, mi sono sentita avviluppata da un linguaggio veloce, incontrollato, una baraonda di pensieri che non bada a punteggiatura, ripetizioni, coerenza. La forma è quella del flusso libero, che dalla mente arriva diretto nella pagina, senza filtri.
I protagonisti del romanzo sono per lo più bambini, intrappolati in alcune ossessioni che generano in loro stati d’angoscia, insicurezza, smarrimento. Il tema affrontato è dunque forte, pauroso, perché la colpa di tante debolezze è da imputare principalmente a genitori ansiosi, insensibili, anaffettivi.

Subito ci si rende conto che le trappole psicologiche in cui incappano i bambini descritti non sono invenzioni narrative. Ma stati mentali reali, circuiti terribili che condizionano esistenze intere. E da adulti, quei ‘mostri’ generati dalla mente non svaniscono, lasciano tracce, si insinuano nei rapporti e li scalfiscono.

Stelle nere” è un distillato di fobie che investono i piccoli, rendendoli vittime inconsapevoli e che fanno apparire noi grandi inadeguati.
Le parole-pensiero dell’autore fanno sentire gli adulti colpevoli, gli unici veri ‘piccoli’ della faccenda.

Il terrore dei bambini fa scattare nel lettore il desiderio di proteggerli, di impedire quella sofferenza, di agire responsabilmente, per evitare di causare malessere e distruggere quelle creature molli, plasmabili e pure.

Caro Rinaldo, la mia opinione sul suo libro è senz’altro positiva, perché si schiera in modo netto, prende posizione, sceglie una via coraggiosa e la batte con convinzione. Ho provato disagio in alcuni momenti, perché la verità affrontata da certi bambini, che lei definisce ’stelle nere’, è spietata, preoccupante e, per me, fino ad ora sconosciuta.

Il suo stile di scrittura mi ha spiazzato. L’assenza di accenti, apostrofi, virgole, va contro la mia inclinazione. Adoro i testi curati, magari asciutti e semplici, ma dalla forma oggettivamente corretta. Tuttavia riconosco il significato della sua scelta e, da un certo punto in poi, l’occhio si è abituato a quei discorsi interiori riversati su carta, stabilendo un contatto immediato e sincero con essi.

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1 Commento Aggiungi il tuo

  • 1. Ausilia  |  1 Aprile, 2009 alle 07:42

    Già, nei bambini purtroppo stagnano orrori inimmaginabili…

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