Amsterdam, colta e cristallina
28 Agosto, 2009

Le strade di Amsterdam sono ampie e docili come valli, per accompagnare la corsa delle bici. L’arte riempie l’aria, come il culto dei diamanti e dei fiori. L’acqua si fa osservare, attraversare, vivere
Capire Amsterdam in tre giorni, assaporare il ‘succo’ della città che dondola sul fiume Amstel nell’arco di un weekend. Si può,
ma occorre prepararsi bene in anticipo, perché necessariamente si dovranno compiere delle rinunce. Il primo consiglio è quello di
‘divorare’ il sito ufficiale dell’Ente nazionale Olandese per il Turismo, autentica miniera di notizie e aggiornamenti dell’ultima ora. Il secondo, è quello di acquistare una I Amsterdam Card, guida conveniente con entrate omaggio e riduzioni per i luoghi di interesse turistico e per i mezzi pubblici.
Finita la fase organizzativa, viene il bello e dalla scoperta virtuale si passa a quella reale. Tutto è talmente evidente nella capitale olandese che salta addosso al primo arrivo, esplicito e privo di filtri: le case alte, strette e a volte storte, dalle facciate inaspettate e le vetrate che non amano protezioni, tende, privacy (non per esibizionismo, ma per necessità: la luce del sole, rara, va catturata come fosse oro); i fitti corsi d’acqua che si intersecano; l’orgoglio nazionale per l’Heineken (al numero 78 della Stadhouderskade la ex fabbrica della birra è stata trasformata addirittura in una sorta di museo), i diamanti e i bruin cafès, i tradizionali bar dalla ‘faccia’ scura, gli arredi legnosi e le pareti annerite dal fumo.
La città costruita sulle palafitte è anche il tempio dei fiori (il mercato galleggiante lungo il ‘vecchio’ Siegel ha i colori pastosi e soavi di un dipinto di Monet), e delle house boat. Ho scoperto che queste variopinte casette cullate dall’acqua (ce ne sono a centinaia), apparentemente disagevoli e anguste, in realtà esercitano un forte richiamo sulla popolazione e che alcune di esse, meticolosamente arredate con soluzioni di design e oggetti d’autore, finiscono per trasformarsi in location d’avanguardia.
L’acqua è un elemento imprescindibile del tessuto urbano, così come le piste ciclabili, con le biciclette che come sciami silenziosi e autoritari percorrono le vie ininterrottamente, seminando i passanti e costringendoli a tenere gli occhi aperti. Dominano non solo la strada, ma anche i suoi confini, finendo parcheggiate a fianco degli alberi, legate ai lampioni o sistemate ai lati dei canali. Ruote e telai colorati si mescolano così all’architettura di questo antico borgo di pescatori sorto nel XIII secolo, apportando elementi creativi: cassettoni di legno di ogni dimensione diventano mezzi aggiuntivi per trasportare borse, pacchi, figli! Unica è la disinvoltura degli habitué alla guida, talvolta spericolata, quasi circense quando si pedala e nel frattempo si parla al cellulare, si hanno passeggeri a bordo o magari si indossano gonne o abiti stretti. La corsa in bici, amata democraticamente da tutti, giovani, vecchi, ricchi, poveri, olandesi e non, rivela molto del carattere aperto e spigliato di Amsterdam, una città dal profondo senso civico, che applica regole di convivenza cercando di dare un ordine e una collocazione razionale persino ai ‘vizi’ (lo dimostrano i famosi coffee shops o il red light district).
Da un po’ di tempo, inoltre, la Venezia del Nord esplode non solo d’acqua, ma anche di cultura. L’Olanda è il paese con il maggior numero di musei per km² al mondo e alla sua capitale si deve gran parte del primato. Si va dai
musei insoliti, come quello delle Borse (Tassenmuseum Hendrikje, Herengracht 573), il museo della pipa (Pijpenkabinet & Smokiana, Prinsengracht, 488) o l’Houseboat Museum (Prinsengracht, 296), a quelli di culto: il Rijksmuseum (il più grande per arte e storia nei Paesi Bassi), il Van Gogh Museum (con un’ampia collezione di dipinti del maestro espressionista), la Casa di Anne Frank (nel cuore di Amsterdam, al Prinsengracht 267), lo Stedelijk Museum (il museo d’arte moderna). Ma il 2009 è soprattutto l’anno dell’Hermitage di Amsterdam, riaperto il 20 giugno scorso nella nuova e multifunzionale sede del complesso monumentale dell’Amstelhof. Un’inaugurazione avvenuta in concomitanza con la Notte Bianca, che ha tenuto aperto l’edificio per 31 ore consecutive esponendo la sfarzosa rassegna ‘Alla Corte di Russia’, proveniente dall’omonimo edificio di San Pietroburgo. La buona nuova per i cultori di mostre ed appassionanti esibizioni è che c’è l’imbarazzo della scelta fino a tutto il 2010, grazie al megaevento ‘Holland Art Cities’, che coinvolge altri 3 importanti siti (L’Aja, Utrecht e Rotterdam) con un programma culturale senza precedenti.
- Articolo pubblicato su Ville&Casali, Settembre 2009 -
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