I soliti idioti
10 Marzo, 2011

Fra tutti gli spassosissimi ruoli interpretati da Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio nella sketch-comedy “I soliti idioti“, dal 2009 in onda su MTV (e passata infinite volte su You Tube), quelli che hanno vinto l’oscar della popolarità sono Ruggero e Gianluca.
Un anziano papà invadente, volgare, autoritario che sbeffeggia e insulta dalla mattina alla sera il figlio, animato al contrario da animo gentile e sensibile. Ruggero è un sostenitore di vizi e nefandezze, è scorretto, furbo, bugiardo, donnaiolo, sboccato… il suo bersaglio preferito è il figlio, un sognatore trentenne che vive ancora con lui e al quale non smette mai di ripetere che è un fallito, ritardato e incapace di raggiungere qualsiasi obiettivo nella vita.
“Dàie cazzo, Gianluca!” è il suo incitamento perenne, a cui fa seguito un fiume in piena di parolacce, rimproveri, suggerimenti strampalati e immorali (come andare a prostitute, a rubare al supermercato, a rapinare una banca… perché così fanno gli uomini veri).
Le esortazioni che il vecchio padre romano fa al figlio sono sguaiate, triviali, pacchiane, oscene… ma irresistibili. Fanno ridere eccome. E non perché richiamino una comicità greve, ma perché raccontano un rapporto che non ti aspetti. Una relazione sbilanciata, illogica, che stravolge gli schemi convenzionali tra padre e figlio ma che non è finzione. E’ una realtà esagerata, parodiata, enfatizzata, ma non inventata. Ogni episodio mostra una sfaccettatura dell’essere umano e della società contemporanea in cui lo spettatore riconosce se stesso o qualcuno di sua conoscenza o, più in generale, la degenerazione della sua epoca.
Su Corriere.it di oggi un divertente dietro le quinte di papà Ruggero e Gianluca.
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