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Io, pubblico della tv a Exit

31 Marzo, 2011

Che coincidenza. Ieri ho fatto il pubblico in tv e oggi, sul Corriere della Sera, Renato Franco apre la pagina degli spettacoli con un articolo sul pubblico in tv: Nella fabbrica del pubblico tv comparse scelte (a pagamento) .
Franco analizza il pubblico delle trasmissioni televisive distinguendo tre categorie: le persone vere, che partecipano perché ne fanno richiesta o rispondono a un invito, i figuranti, personaggi scelti ad hoc per fare numero o colore e figuranti speciali, selezionati appositamente per prendere parola e intervenire. Gli unici che tornano a casa con le tasche vuote sono i primi (fortunata eh?). Agli altri spettano 30 euro e 50 euro circa.
A quanto scrive il giornalista del Corriere, ogni programma ha un “suo” pubblico: a Quelli che il calcio sono tutti veri a Pomeriggio sul due sono tutti speciali, alle Iene sono veri ma obbligatoriamente giovani, ad Annozero li preferiscono colti e contemporanei… E ci sono uffici dedicati esclusivamente alla selezione e gestione del pubblico durante le trasmissioni.
Ieri a Exit siamo stati un pubblico muto, quindi vero. Molti erano gli habitué (sia del talk show condotto da Ilaria D’Amico sia di altri programmi). Fra di noi c’erano i soliti ‘raccomandati’, amici di o parenti di che hanno casualmente occupato i posti centrali. E c’erano i bellocci da prima fila, sorridenti, ben vestiti, pronti a rubare qualsiasi inquadratura.
Due ragazze dell’organizzazione si sono occupate di gestire noialtri, assegnandoci i posti e accompagnandoci in bagno all’occorrenza… Sembravano molto prese dal compito. Prima di comporre il puzzle finale ci hanno un po’ strapazzato: “tu vai su, no tu vai giù, voi in ultima fila e voi, ci dispiace, vi dovete spostare, in tv vogliono i giovani…”. C’è voluta un’ora per far accomodare tutti come si deve, per spiegare che bisognava spegnere i cellulari e nascondere le bottigliette d’acqua.

Inizia la puntata e mi rendo conto che il teatrino dei posti è stato inutile. L’inquadratura sul pubblico è praticamente sempre la stessa: alle spalle di Ilaria D’Amico sbuca un gruppetto di facce raggrinzite e chiome bianche. Abbiamo giocato a tetris e fatto saliscendi per nulla. La bella riccia in prima fila sarà finita in video sì e no due volte. Il ragazzotto ingelatinato, chi l’ha visto? E io? Messa in prima linea, sull’estrema destra, ho avuto pochi istanti di gloria (appena qualche sbirciatina della telecamera sulla mia testa rossa).
Oltre ad essere un pubblico vero, siamo stati anche un pubblico pigro, che si è guadagnato alcuni rimproveri: “negli applausi mettete più partecipazione!”. Ma non era facile mantenere la concentrazione. Puntata soporifera, interventi poco incisivi, dibattito stanco.
In fondo, l’unico momento divertente è stato il balletto del pubblico, prima della trasmissione. La prossima volta mi farò pagare.

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