Io, pubblico della tv a Exit

Valentina Vannicola e le sue foto letterarie

2 Aprile, 2011

Eccomi qua, mentre faccio conoscenza con le fotografie di Valentina Vannicola, esposte dal 1 al 10 aprile nel Garage dell’Auditorium in occasione di Libri Come. Festa del Libri e della Lettura.
O voi che passate in questi giorni all’Auditorium: andate piano, osservate, pensate alle immagini che vi scorrono davanti. Vi consiglio una visione lenta e accurata. Come se fosse una lettura. Perché, come i libri, gli scatti di Valentina raccontano atmosfere, epoche, personaggi e paesaggi. Non c’è fretta.

La mostra si intitola Tra letteratura e fotografia. Ogni stampa è l’interpretazione di un’opera narrativa nota: La principessa sul pisello di Hans Christian Andersen, il Don Chischiotte di Cervantes, Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, l’Inferno di Dante (quest’ultima serie di foto è stata realizzata appositamente per l’evento organizzato all’Auditorium).

Riporto un commento personale su ogni filone narrativo che Valentina ha restituito in forma visiva.
1) La principessa sul pisello Non è una principessa convenzionale quella che si arrampica sulla scala per raggiungere la pila di materassi scoprendo il pisello nascosto. E’ un po’ sfiorita, un po’ goffa, un po’ spettinata. E anche tutto il resto è lontano dallo stereotipo della fiaba: il castello è un rudere, la regina è una ruspante vecchietta, il panorama è fosco, i pisellini fluttuano nel cielo minaccioso.

2) Don Chischiotte A leggere racconti epici e a immedesimarsi nelle avventure di eroi e cavalieri, sono bizzarre casalinghe demodé. Una con la cuffia in testa che fa il bagno, un’altra versione Jane Fonda che si allena alla cyclette, un’altra ancora sotto il casco del parrucchiere, vestita di tutto punto. E tutte, con la mente che viaggia nel tempo e materializza il cavaliere errante, Sancio Panza, cavalli, pecore…

3) Alice nel paese delle meraviglie Ancora una volta, la protagonista del racconto fotografico non è una graziosa fanciulla, ma un donnone di mezza età alle prese con conigli tamarri, regine sfasate e castelli di plastica. E si muove curiosa tra rocce inospitali e prati imperfetti.

4) L’Inferno Le anime dannate dei gironi danteschi si trascinano scomposte in ambienti ostili, rarefatti e desolati. Gli ignavi, i golosi, gli avari e gli altri peccatori esprimono compiutamente, con fattezze, espressioni e movenze, il vizio che li ha resi eternamente colpevoli.

Lo scenario che fa da sfondo alle immagini della mostra è sempre lo stesso: la Maremma laziale, luogo d’origine della fotografa. I personaggi che interpretano i capolavori della narrativa mondiale sono i compaesani di Valentina.
L’artista ha costruito il suo racconto fotografico dal principio alla fine: ideando le scene, realizzando i bozzetti, disegnando gli abiti, impartendo direttive agli improvvisati attori e, infine, premendo il pulsante della sua reflex.
C’è voluto molto tempo e molto lavoro. Ma alla fine ogni originale dettaglio è servito per rendere lo scatto efficace, evocativo, surreale, legato in maniera profonda alla storia che lo ha ispirato.

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2 Commenti Aggiungi il tuo

  • 1. Andrea Maia  |  11 Aprile, 2011 alle 19:33

    Molto belle le foto!ottimo lavoro,ciao

  • 2. duilio  |  6 Novembre, 2011 alle 21:44

    interessanti le foto dell’inferno;la ragazzina sotto la campana di vetro sa molto…. di spazio ridotto.
    complimenti.

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